Vaccino Italia, Curcio: “Da oggi somministrazione solo per fasce di età”

Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dice la sua sul Vaccino Italia e punta ad aumentare la somministrazione quotidiana di dosi.

Vaccino Italia parla il capo della Protezione Civile
Vaccino Italia parla il capo della Protezione Civile Foto dal web

Vaccino Italia, Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, annuncia che sono cambiati i parametri da dovere prendere in considerazione. E che il Piano vigente punta a garantire il mezzo milione di dosi somministrate al giorno.

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Nel corso di una intervista concessa al Corriere della Sera, Curcio ha anche confermato come ogni città avrà un hotspot cui dovere fare riferimento per essere vaccinati. Con queste premesse si punta a riavere una parvenza di vita normale entro la fine del 2021.

Lo stesso capo della Protezione Civile ricorda come il taglio improvviso e non preannunciato delle forniture di vaccino da parte delle case farmaceutiche di riferimento abbiano contribuito a complicare le cose.

Ma entro marzo l’Italia otterrà 4 milioni e mezzo di dosi ulteriori ed il ritmo del Piano vaccino Italia si attesta oggi sui 200mila individui raggiunti ogni giorno. Se Astrazeneca, Pfizer, Moderna e le altre rispetteranno i patti presi con tanto di documenti firmati, allora per giugno riusciremo a proteggere tutti.

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Vaccino Italia, Curcio: “Unico criterio valido l’età”

“Dopo avere immunizzato anziani, forze dell’ordine, docenti e personale della protezione civile occorre rifarsi alle fasce di età come unico criterio da seguire”. Questo dovrebbe limitare l’odioso fenomeno dei furbi che si fanno vaccinare pur non avendone diritto.

Ma Curcio invoca un migliore coordinamento tra tutte le parti in causa, vertici delle Regioni inclusi. E spende parole importanti in favore del vaccino Astrazeneca, dal momento che c’è chi lo sta rifiutando, dopo i recenti casi di decessi emersi in seguito alla somministrazione dello stesso.

Ma Agenzia Europea del Farmaco e, di rimando, quella italiana, lo hanno certificato come sicuro. E comunque delle vittime in egual misura c’erano state anche nei mesi scorsi con i vaccini Pfizer e Moderna. Le Regioni hanno proceduto con criteri diversi le une dalle altre, cosa che ha creato difformità.

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Ogni città avrà il proprio hotspot di riferimento

Da qui il bisogno di creare dei grandi hotspot con vasti parcheggi, entrate ed uscite separate e tutto quanto necessario per garantire sicurezza.

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Fermo restando che resta aperta l’ipotesi di utilizzare anche le farmacie come punti strategici, allo stesso modo di come avviene per lo svolgimento dei tamponi rapidi.

La Protezione Civile è pronta anche a fornire sostegno ai medici di base presenti sul territorio, circa 42mila. Poi Curcio apre anche alle vaccinazioni gestite dalle aziende, purché si rispetti il criterio dell’età, ritenuto il solo oggettivamente valido.

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