Marta Novello, il 15enne le ha dato 20 coltellate: “Mi spiace, non volevo farle del male”

Dopo una notte in silenzio, il 15enne che ha accoltellato Marta Novello 20 volte ha iniziato a parlare: pare sia dispiaciuto.

“Sono disperato” ha detto il quindicenne, accusato di aver dato ben 20 coltellate a Marta Novello (di 11 anni più grande di lui). “Ditemi come sta Marta, io non volevo farle del male”. Il ragazzo, il cui nome non è stato rivelato al pubblico, è rimasto in silenzio durante tutto l’interrogatorio, avvenuto dopo il suo arresto: dopo una notte in Questura, però, ha iniziato a parlare con la polizia. A rivelare le sue prime parole è l’avvocato d’ufficio Matteo Scussat, che lo assisterà durante l’udienza.

Un gesto apparentemente senza movente

Al centro della vicenda, la chat che il quindicenne aveva con degli amici. Un gruppetto apparentemente innocente su Whatsapp chiamato MS(C crociere): un gioco di parole ottenuto unendo la sigla della conosciuta compagnia navale e le parole massa sghign (traducibili come “troppo divertente”). Uno dei ragazzi ha anche provato a spiegare alla polizia il significato delle emoji che seguono il titolo gruppo (foglie, la bottiglia di spumante, una freccia con la scritta TOP sotto): “sono cose che capiamo noi. Hanno a che fare con la musica che ci piace, rap e trap soprattutto”.

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Ad interessare gli inquirenti non è tanto il contenuto dei messaggi inviati sulla chat, quanto gli orari in cui questi sono stati inviati. Alle 13.55 il quindicenne aveva chiesto agli amici se qualcuno avesse voglia di uscire: pochi minuti dopo uno dei compagni gli ha risposto di no, mentre gli altri hanno semplicemente ignorato il messaggio. “Se gli avessimo detto di sì, forse questa storiaccia non sarebbe mai successa. Chissà, magari gli era capitato qualcosa e aveva bisogno di sfogarsi…” ha detto uno degli amici. “Non possiamo dire di sentirci in colpa, perché l’avevamo visto anche domenica e ci era sembrato tranquillo, come al solito. Avevamo parlato delle solite cose: la scuola, il calcio, la musica, il basket. Ma a volte affrontavamo anche temi più seri, come il Covid e il razzismo”. I giovani ragazzi, che sono stati sentiti tutti dalla polizia, hanno affermato che non si sarebbero mai aspettati qualcosa di simile.

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Alle 17, quattro ore dopo quel messaggio sulla chat, il quindicenne avrebbe accoltellato una ragazza di 26 anni per strada. A fermarlo sono stati due operai: “lui continuava a colpirla, così l’abbiamo tenuto fermo” hanno raccontato. Il giovane sembra essersi accorto della gravità del fatto solo dopo aver passato una notte al Centro di prima accoglienza (accanto al carcere di Santa Bona). Il suo avvocato ha fatto sapere che, dal momento in cui ha iniziato a parlare con la polizia, il giovane ha continuato a chiedere come stesse la sua vittima.