Khrystyna Novak, chi è l’uomo arrestato: accusa di omicidio e distruzione di cadavere

Ieri mattina la polizia ha arrestato un 51enne accusato di aver ucciso Khrystyna Novak lo scorso novembre e di aver anche nascosto il corpo.

La scomparsa di Khrystyna Novak era stata denunciata dalla madre della giovane lo scorso novembre. Dopo il fermo del compagno (un imprenditore accusato di traffico d’armi e di spaccio), la donna sembrava essere sparita nel nulla. Ieri, martedì 23 marzo, la polizia ha arrestato a Castelfranco di Sotto (nella provincia di Pisa) il vicino di casa del fidanzato di Khrystyna Novak. L’uomo di 51 anni non solo è accusato dell’omicidio della giovane, ma anche della distruzione del suo cadavere.

I primi sospetti

Khrystyna Novak aveva 29 anni quando è scomparsa il 9 novembre 2020, subito dopo l’arresto del suo compagno Airam Gonzalez Negrim. I due si stavano frequentando da qualche mese: Negrim, un imprenditore del cuoio, alternava alla sua attività anche lo spaccio e la vendita illegale di armi da fuoco. Dopo il suo arresto, Khrystyna era stata chiamata in commissariato come testimone: subito dopo aver parlato con i poliziotti, però, della ventinovenne si sono perse le tracce. Le amiche hanno subito informato la polizia di alcuni messaggi strani che la giovane aveva scritto: pareva che la Novak fosse preoccupata per qualcosa.

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Le indagini hanno portato a Francesco Lupino, tatuatole di 51 anni e vicino di casa di Airam Gonzalez Negrim, dopo che la polizia ha scoperto di un litigio tra i due. Pare infatti che Khrystyna Novak avesse chiesto al compagno di tirarsi fuori dal giro illegale in cui era entrato: l’idea non era però piaciuta a Lupino, complice di Negrim. A quanto pare, il cinquantunenne non nascondeva di provare rancore nei confronti della giovane.

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Saputo della rabbia che Francesco Lupino provava nei confronti della vittima, gli inquirenti hanno deciso di perquisire l’appartamento dell’uomo: così hanno scoperto tracce di DNA di Khrystyna Novak, oltre che segni evidenti di ripulitura. A destare sospetti anche un foro nel muro della casa: al suo interno sono state ritrovate tracce di zinco, rame e piombo (compatibili con i resti di un proiettile).