Uccisa dal suo stalker, aveva già chiamato la polizia cinque volte

Una donna è stata uccisa dal suo stalker nonostante avesse denunciato alla polizia per cinque volte l’uomo che la tormentava.

In uno speciale di Sky Crime sul femminicidio, un documentario intitolato Slow Motion, si è parlato della morte di Shana Grace per mano del suo ex fidanzato. La ragazza è stata uccisa all’età di 19 anni, quando l’ex ha scoperto che lei aveva iniziato una relazione con un altro. L’omicidio è avvenuto nel marzo del 2017, dopo che la giovane aveva denunciato alla polizia le molestie continue del ragazzo in ben cinque occasioni.

Ciò che viene sottolineato nel documentario è come spesso casi simili finiscano in tragedia per la poca attenzione che si presta alle denunce delle giovani donne. Non solo le richieste d’aiuto della ragazza sono state ignorate dopo una prima ordinanza restrittiva nei confronti dell’ex fidanzato, ma dopo l’ultima denuncia Shana è stata persino multata per aver fatto sprecare tempo utile alla polizia del Sussex.

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Stalker uccide l’ex fidanzata, nonostante le cinque denunce della ragazza

L’incubo di Shana è cominciato nel 2016, quando ha deciso di rompere con il fidanzato Michael Lane. Il giovane non è riuscito ad accettare la decisione dell’ex ed ha cominciato a seguirla ovunque nel tentativo di scoprire se la fine del rapporto fosse dovuta alla relazione con un altro. L’ossessione maturata da Michael è diventata spaventosa quando una prima volta si è introdotto in casa sua. Dopo quell’episodio Shana lo ha denunciato alla polizia e nei suo confronti è stata emessa un ordinanza restrittiva.

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L’ordinanza restrittiva non è servita a convincerlo a lasciare in pace l’ex fidanzata, Michael la seguiva ovunque, portandola all’esasperazione e a temere per la sua incolumità. Nel corso dei sei mesi successivi all’invasione del suo domicilio, la 19enne britannica ha chiamato la polizia altre 4 volte, chiedendo aiuto ed un intervento che risolvesse definitivamente l’incubo causato dal suo stalker. La polizia alla fine le ha chiesto di non chiamare più e l’ha pure multata per aver fatto perdere del tempo prezioso agli agenti.

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Il risultato è stato che una notte Michael si è introdotto nuovamente nel suo appartamento per ucciderla. Lo stalker l’aveva vista in compagnia di un altro uomo e colmo di rabbia ha forzato la porta d’ingresso, l’ha sgozzata e poi ha bruciato il suo corpo. Dopo l’omicidio Michale è stato arrestato e rischia una condanna minima di 25 anni. Tuttavia la punizione è una magra consolazione per amici e parenti della giovane, sicuri che se la sua richiesta d’aiuto fosse stata attenzionata, oggi sarebbe ancora viva.