Serie A, diritti televisivi: oggi la scelta tra l’offerta Sky e quella Dazn

Si tiene oggi l’ultima assemblea della Lega calcio per la decisione sulle offerte riguardanti i diritti televisivi del prossimo campionato.

La concorrenza tra Dazn e Sky è diventata serrata in vista del prossimo campionato di Serie A. Finora il colosso americano gestito da Rupert Murdock ha avuto la meglio, riuscendo ad accaparrarsi il maggior numero di partite del massimo campionato italiano. L’anno prossimo, però, potrebbe non essere più così. Sia la tv satellitare che la piattaforma streaming puntano all’esclusività dei diritti di trasmissione ed hanno avanzato le loro offerte già da tempo.

L’offerta economicamente più vantaggiosa è quella di Dazn, la piattaforma digitale ha offerto 840 milioni di euro, 90 in più rispetto alla concorrenza. I dubbi riguardo la proposta riguardano l’affidabilità del servizio streaming. Più di una volta in questi anni, infatti, la trasmissione delle partite ha avuto qualche problema, rovinando agli abbonati la visione delle stesse. Con il passare del tempo i problemi tecnici si sono ridotti, ma il problema potrebbe persistere in zone in cui la connessione non è sufficientemente veloce da garantire la stabilità. Per questo motivo Dazn ha cercato di offrire rassicurazioni alla Lega, prima firmando una partnership con Tim per il potenziamento del segnale e poi  ottenendo accordi per l’utilizzo di alcuni canali sul digitale.

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Serie A, oggi si decide a chi affidare i diritti televisivi

Proprio per discutere a chi affidare i diritti televisivi, oggi si tiene una riunione della Lega a cui parteciperanno tutti i presidenti delle squadre di Serie A. Si tratta dell’ultimo appuntamento utile per prendere una decisione prima che scada il bando e di conseguenza anche le offerte presentate al momento. L’indirizzo sembra essere quello di abbracciare totalmente Dazn e chiudere almeno temporaneamente l’epoca Sky. Sono già dieci i presidenti favorevoli al passaggio, ma nella votazione di oggi dovranno risultare almeno 14 preferenze per approvare l’accordo economico.

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Rimane dunque da convincere quelli restii al cambio. Ci sono infatti alcuni presidenti che hanno già dichiarato di preferire l’accordo con il partner storico, uno di questi è Ferrero della Sampdoria. Se non si dovesse raggiungere la quota minima per approvare uno o l’altro accordo, la proposta attuale scadrebbe il 29 marzo. A quel punto dovrebbe essere aperto un altro bando, ma non vi sono certezze che le successive offerte siano superiori a quelle presentate in questo momento.