Fabrizio Corona trasferito in carcere, la situazione precipita

L’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona, è stato portato nel carcere di Monza lunedì sera. La sua situazione continua a peggiorare.

L’ex agente fotografico Fabrizio Corona, di 46 anni, è stato trasferito dal reparto di psichiatria di Niguarda, dove era ricoverato dallo scorso giovedì. Ieri sera, lunedì 22 marzo, è stato portato nella casa circondariale di Monza, dove sconterà la sua pena.

Il tribunale di Soveglianza di Milano ha deciso di sospendere il differimento pena concesso nel 2019 per permettere a Fabrizio Corona di curarsi dalla dipendenza dalla cocaina. L’ex re dei paparazzi ha reagito alla decisione del tribunale ferendosi e compiendo gesti autolesionisti, che sono stati immortalati sui suoi social, come minaccia per i magistrati. L’ex agente fotografico era stato portato in ospedale, ma non senza combattere: ha infatti distrutto il vetro di un ambulanza e, giunto nel reparto di psichiatria di Niguarda, ha iniziato uno sciopero della fame.

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Fabrizio Corona, il trasferimento al carcere di Monza: è sconcertante

Fabrizio Corona sperava di ottenere un incontro col presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha deciso di rimandarlo in carcere a causa delle violazioni alle prescrizioni, come il divieto di apparire in televisione e utilizzare i social network. Il 46enne è stato trasferito ieri sera, lunedì 22 marzo, nel carcere di Monza in quanto ha una sezione con osservazione psichiatrica per i detenuti.

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Il trasferimento non ha trovato d’accordo con il suo avvocato, Ivano Chiesa: “Sta molto male, sono 12 giorni che non mangia, è imbottito di psicofarmaci e si regge a malapena in piedi, mi chiedo dove è finita l’umanità in questo Paese“. Il legale di Fabrizio Corona ha continuato il suo attacco contro le autorità giudiziarie: “Non ho mai visto le dimissioni da un ospedale con trasferimento in carcere alle 23, mai visto un trasferimento in carcere notturno in 35 anni di carriera“. Secondo il legale il trasferimento al carcere di Monza potrebbe essere avvenuto a causa di “problemi mediatici o di clamore“.