Contagi oggi, allarme rosso del Gimbe: “Picco della terza ondata lontano”

La Fondazione Gimbe snocciola i numeri più che preoccupanti in relazione ai contagi oggi. In quasi tutta Italia aumentano contagi, ricoveri e vittime.

Contagi oggi parla il Gimbe
Contagi oggi parla il Gimbe Foto dal web

Contagi oggi, la situazione è molto difficile, come fa sapere la Fondazione Gimbe. L’Ente monitora l’andamento della pandemia in Italia sin da quando è risultata effettiva la presenza del virus nel nostro Paese. Ed ora le statistiche riferite per bocca del presidente Nino Cartabellotta suscitano estrema preoccupazione.

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Lo stesso fa sapere che c’è un aumento del 94,2% delle persone entrate ogni giorno nei reparti di rianimazione negli ospedali da nord a sud. Questa stima fa riferimento a quanto registrato nel corso delle ultime quattro settimane, con ora 260 ingressi urgenti quotidiani. Il Ministero della Salute e l’Iss avevano fissato nel 40% la soglia superata la quale scatta l’allarme.

Uno scenario che oggi riguarda nove regioni attualmente, mentre in 13 in totale si riscontra un 36% di terapie intensive affollate. In questo caso il valore critico è al 30%. Il totale dei contagi oggi nella loro media settimanale è del +8,3% rispetto alla settimana precedente (157.677 rispetto a 145.659). C’è poi un aumento dei casi di morte del 15,1% (2.522 rispetto ai 2191 della settimana scorsa) ed uno del 18,1% dei ricoveri in
terapia intensiva (3256 rispetto a 2756 dei sette giorni precedenti).

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Contagi oggi, il picco della terza ondata non arriverà presto

Sono aumentati anche i ricoveri di soggetti con sintomi da Covid ed i casi degli attualmente positivi e di chi deve sottostare ad isolamento domiciliare. Al momento si contano 506.761 persone chiuse in casa per motivi di sicurezza. La preoccupazione espressa da Nino Cartabellotta sui contagi oggi è evidente, con un trend negativo che interessa in totale 16 regioni italiane.

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A suo dire, ci troviamo in piena terza ondata ed il picco della stessa si pensa possa arrivare solamente tre settimane dopo l’introduzione delle nuove restrizioni, nella più ottimistica delle previsioni.

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Purtroppo sta avendo un peso specifico rilevante anche la mancata fornitura da parte delle case farmaceutiche produttrici delle dosi di vaccino promesse in origine. Come anche le polemiche che stanno caratterizzando il vaccino Astrazeneca, anche se di casi letali se ne contano pure in riferimento agli altri vaccini.