Bobby Solo distrutto: “Ho fatto un disastro coi miei soldi”

Il cantante Bobby Solo ha scelto di raccontare il dramma che ha vissuto, legato soprattutto alla sua condizione economica e alla fine che hanno fatto parte dei suoi risparmi.

Il cantante Bobby Solo, di 75 anni, ha recentemente denunciato alla Procura di Napoli un presunto furto che avrebbe subito riguardante i diritti delle sue canzoni. Sembrerebbe che i suoi successi siano stati scaricati milioni di volte, senza che il cantante ne ricevesse i compensi.

Bobby Solo ha denunciato una perdita stimata un milione di euro per il furto sulle sue canzoni perpetrato per oltre 30 anni: tra le canzoni in questione anche i suoi successi più grandi, come “Una lacrima sul viso” e “Se piangi, se ridi“. “Ho le prove della frode, con i nomi e i cognomi di chi l’avrebbe commessa. Ora tocca ai magistrati. Vedremo come andrà a finire“, avverte il celebre cantante, amareggiato dal danno che ha subito. L’artista romano ritiene che la colpa di questo disastro sia anche la sua.

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Bobby Solo, un furto durato oltre trent’anni

Sono fatto così, un perdente nato, chiunque mi può turlupinare. Nel 1979 mi avevano dato un assegno di 80 milioni e lo avevo subito consegnato a mia madre, ha girato tutto a un conoscente che prometteva un rendimento più alto di quello delle banche e che finì in bancarotta, trascinando nella voragine dei suoi debiti anche i miei milioni“, ha raccontato il cantante Bobby Solo. La madre dell’artista era negata con i soldi quanto lui e l’ha coinvolto in un affare rivelatosi dannoso.

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Secondo l’Emme Team, lo studio legale che cura gli interessi dell’artista, “il cantautore Bobby Solo è riuscito a scoprire e dimostrare il furto per oltre 30 anni dei diritti legati alle sue canzoni, brani depositati da persone estranee presso l’ufficio copyright statunitense e poi usati come garanzia per ottenere prestiti bancari“. Sembrerebbe, inoltre, che decine di società italiane e straniere abbiano distribuito i brani musicali di uno degli artisti più famosi al mondo, senza riconoscergli i compensi dovuti e senza presentargli un rendiconto sulle vendite.