Fredy Pacini sparò e uccise un ladro: com’è finita la vicenda

La vicenda di Fredy Pacini, il gommista che nel novembre 2018 sparò e uccise un ladro: com’è finita, la sentenza del gip di oggi.

(screenshot video)

Era il novembre 2018 quando Fredy Pacini – 57 anni all’epoca dei fatti – si era ritrovato protagonista di un caso di cronaca nera. Il commerciante aveva subito negli ultimi anni 38 furti, una situazione che gli aveva tolto il sonno e che lo aveva convinto a dormire all’interno del capannone della sua azienda. I fatti sono avvenuti a a Monte San Savino (Arezzo).

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La notte del 28 novembre 2018, Pacini sente un rumore di vetri rotti provenire dal capannone, l’uomo si alza di scatto e prende la sua arma, quindi spara alle gambe di uno dei due ladri penetrati nel capannone. Spiega di averlo fatto solo a scopo intimidatorio, ma quel proiettile ha colpito l’arteria femorale del ladro.

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Perché Fredy Pacini non verrà processato per la morte del ladro

Prima che potessero arrivare i soccorsi il ladro 29enne, che si è poi scoperto essere Vitalie Tonjoc Mircea, moldavo, è morto. Fu uno dei casi che nel nostro Paese contribuirono ad alimentare il dibattito sulla legittima difesa e oggi si è arrivati a una sentenza e infatti Fredy Pacini fu indagato per eccesso di legittima difesa. Adesso il giudice delle indagini preliminari di Arezzo, Fabio Lombardo, ha deciso di archiviare il caso e lo ha fatto in base a quelle che sono le nuove norme che regolano appunto la legittima difesa. In sostanza, il gommista – da tempo sotto scacco della criminalità – avrebbe agito in condizioni di grande turbamento.

Il diretto interessato, intervistato subito dopo questa sentenza da Adnkronos, ha commentato la decisione con soddisfazione: “Ho sempre confidato nella giustizia e sono soddisfatto che il giudice abbia creduto alla mia versione dei  fatti sulla base delle indagini condotte. E’ stato riconosciuto che  non potevo fare diversamente in quel frangente di profondo  turbamento”. Soddisfatta anche la sua legale, Alessandra Cheli: “Il giudice ha riconosciuto che Pacini non si è fatto giustizia da solo, ma che si è difeso legittimamente”.

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