Di Battista attacca: “Decreto ristori fermo da 55 giorni, riguarda vecchie restrizioni”

Di Battista attacca: “Gran parte dell’Italia in lockdown. Eppure non è stato ancora approvato il decreto sui ristori fermo dal 20 gennaio”
Di battista – (Photo by Franco Origlia/Getty Images)
Il Governo Draghi ha creato spaccature nei singoli partiti o nelle coalizioni. In alcuni casi la rottura non si è sanata e così ci sono porzioni di partiti o di coalizioni storiche che hanno delle vere e proprie spina nel fianco al loro interno. Si tratta di Fratelli d’Italia per la coalizione di centrodestra e di Alessandro Di Battista per il Movimento 5s. Quest’ultimo pochi minuti fa è andato ancora all’attacco sul decreto ristori del governo Conte bis dello scorso 20 gennaio che ancora non ha avuto attuazione: “Da oggi, lunedì 15 marzo, gran parte dell’Italia è, di fatto, in lockdown. Eppure, al momento, non è stato ancora approvato il decreto sui ristori relativi allo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro varato lo scorso 20 gennaio”.
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Di Battista attacca il governo sui ristori

Poi non si ferma a poche frasi che sanno di slogan ma nel suo post Di Battista intende approfondire: “Spieghiamo bene questa cosa dato che la stragrande maggioranza dei media ed i partiti che si sono colpevolmente genuflessi al nuovo Messia non lo fanno. Quei 32 miliardi sono stati accantonati per contenere le perdite che famiglie e imprese hanno registrato per le restrizioni di novembre, dicembre e gennaio. Le chiusure natalizie hanno messo all’angolo milioni di italiani ragione per la quale, il governo Conte II, ha effettuato l’ultimo scostamento. Adesso Draghi parla di un nuovo scostamento. Staremo a vedere. Intanto – prosegue Di Battista –  è oltremodo vergognoso che sia stato indetto un nuovo lockdown senza prima aver sostenuto economicamente tutte quelle categorie colpite dall’ultimo lockdown.
Da 55 giorni 32 miliardi di euro sono fermi. Ci sono persone che non possono più aspettare – conclude il politico –  Io vedo un allargamento della povertà senza precedenti. I benestanti di ieri sono i poveri di oggi e la classe politica troppo concentrata sulle prossime elezioni credo non se ne sia adeguatamente resa conto”. Un attacco durissimo che scopre un nervo scoperto che riguarda quello del cambio di governo e il rallentamento che ha provocato nelle importanti attività di governo.
Governo-Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse