Le diagnosticano l’epilessia, ma in realtà aveva un raro tumore al cervello

Una bimba di 10 anni scopre di aver un raro tumore al cervello dopo un attacco di convulsioni, salvata per miracolo.

La storia della giovanissima Maisie Dury, ragazza scozzese di soli 16 anni, pone l’accento sulla necessità della ricerca medica nel campo dei tumori al cervello nei bambini. Sin da piccola, infatti, la ragazza ha manifestato dei problemi di salute che sembravano indicare un’altra patologia: aveva a tratti un’espressione vuota, come se fosse assente ed in alcuni casi le venivano delle convulsioni.

I medici inizialmente pensavano che si trattasse di una forma di epilessia ed hanno fornito alla piccola un trattamento per quella patologia. Con il passare del tempo, però, le sue condizioni sono peggiorate: Maisie soffriva di febbre alta e gli attacchi erano sempre più violenti. Per questo motivo i genitori hanno richiesto il parere di un altro esperto, il quale ha consigliato di effettuare una risonanza magnetica. Proprio da questo esame si è scoperto che la ragazzina aveva un tumore al centro del cervello, in una posizione insolita e complicata da operare.

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Bimba scopre di avere un tumore al cervello: salva per miracolo

Data la delicatezza dell’operazione, la famiglia Dury si è trasferita a Londra per permettere a Maisie di essere operata da uno specialista. Per fortuna l’operazione è andata bene, ma i medici hanno informato la famiglia che in caso di ritorno del tumore la situazione sarebbe stata molto più grave. La giovane è rimasta sotto osservazione per mesi, quindi per un anno è stata controllata ogni sei mesi ed ora, a distanza di 6 anni dall’operazione, si deve sottoporre ad un controllo ogni 18 mesi.

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Intervistata dal Mirror, la ragazza spiega che la sua esperienza l’ha portata a diventare una testimonial per la ricerca sui tumori al cervello. Accrescere la conoscenza medica e la consapevolezza dei genitori su queste problematiche può infatti fare la differenza tra la vita e la morte di un bambino. A tal proposito ha dichiarato: “Sin dalla mia diagnosi, la mia famiglia si è dedicata all’accrescimento della consapevolezza sui tumori al cervello, per mostrare la mancanza di fondi per la ricerca su questa devastante malattia. L’avvio della ricerca sul tumore al cervello non avrebbe avuto successo senza la dedizione di mia madre”.

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