Lockdown violato, coniugi assolti: “DPCM autocertificazione illegittimo”

Non hanno violato il lockdown uscendo di casa, coniugi assolti da un giudice a Reggio Emilia: “DPCM autocertificazione illegittimo”.

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

La sentenza del giudice Dario De Luca del tribunale di Reggio Emilia sta facendo discutere e sicuramente può creare un precedente. Secondo tale sentenza, una coppia che aveva esibito una falsa autocertificazione è stata prosciolta. Il pm non ha presentato ricorso in Appello e dunque la sentenza diventa definitiva. E scoppia il caso.

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Ma cosa dice in sostanza la sentenza pronunciata dal giudice del tribunale emiliano? Che il DPCM dell’8 marzo di un anno fa, che imponeva il coprifuoco generale e la necessità di compilare un’autocertificazione per uscire di casa è illegittimo. E lo è addirittura per due motivi fondamentali, su cui si regge l’intera costruzione del DPCM del governo Conte bis.

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Perché il DPCM che impone il lockdown è illegittimo: la sentenza del giudice

Andiamo ai fatti: il 13 marzo 2020, una coppia di Correggio, marito e moglie, vengono sorpresi in giro. Presentano un’autocertificazione: lei dovrebbe fare una visita in ospedale e l’uomo la stava accompagnando. Dai successivi riscontri, era emerso che la coppia aveva detto il falso e per questo era scattata la denuncia. Il sostituto procuratore chiese la condanna per falso ideologico: “La donna quel giorno non era stata in alcun ospedale”, scoprirono le forze dell’ordine.

Ma secondo il giudice, la coppia di coniugi va assolta e ne motiva le ragioni: innanzitutto per il gip “il fatto non costituisce reato”, in quanto quel DPCM è illegittimo, di conseguenza siamo di fronte al “falso inutile”. Scrive nelle motivazioni della sentenza il giudice: “Nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio”. Quindi definisce l’autocertificazione “incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese”.