Da 10 anni fa immersioni per trovare la moglie portata via dallo tsunami

Sono dieci anni che Yasuo Takamatsu continua in maniera indefessa a cercare la moglie, dispersa dopo uno tsunami che ha colpito la città

Yasuo Takamatsu immersioni moglie

Torniamo indietro di dieci anni: era l’11 marzo 2011 e, alle 14.46 ora locale, un terremoto altamente distruttivo si scatena sul fondale oceanico a largo di Tohoku, regione nel Nordest del Giappone. Questo cataclisma scatena un terribile tsunami, con onde che si infrangono sulla terraferma ad oltre 700 km/h e raggiungendo anche i 20 metri di altezza. Durante quel disastro Yasuo Takamatsu, oggi 64 anni, riceve una chiamata accorata dalla moglie Yuko. La donna si era messa sul tetto del palazzo della banca di Onagawa dove lavorava, altro 10 metri. Mentre le forze della natura imperversavano intorno a lei, la donna ha comunque trovato la forza di chiamare il marito per dirgli “voglio andare a casa“. Quella è stata l’ultima volta in cui Yasuo sentito la voce dell’amore della sua vita, perché la forza degli elementi gliela ha strappata via. Yuko doveva cercare di raggiungere la collina lì vicino insieme agli altri suoi colleghi, ma solo uno è riuscito a salvarsi.

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Yasuo continua a cercare sua moglie

Lo tsunami ha distrutto più di 15mila vite e, di queste, dopo 10 anni 2.500 non sono state ancora ritrovate. Più il tempo passa e più sembra impossibile riuscire a recuperare tutti i corpi dispersi. Ma Yasuo Takamatsu non si dà per vinto e vuole rendere onore alle ultime parole di sua moglie: vuole riportarla a casa. Per questo motivo, dal giorno successivo al disastro, ha capito che c’era solo una cosa che potesse fare. Yasuo ha deciso di prendere il brevetto da sub per poter cercare lui stesso il corpo di Yuko. Per ottenere la licenza c’è voluto qualche anno e, dal 2014, si immerge ogni volta che può nelle acque di fronte ad Onagawa. Yasuo continua a cercare il corpo della sua amata: “Sono ancora convinto che lei sia lì, da qualche parte. So che Yuko è vicina. […] Io continuerò a immergermi fino a che il mio corpo sarà in grado di farlo, fino a che i miei arti avranno forza di muoversi“. Nel corso delle sue immersioni, l’uomo ha ritrovato tantissimi oggetti, ma mai qualcosa che fosse di sua moglie o che potesse aiutarlo nella sua ricerca. Ma lui non si dà per vinto e continua: “La troverò e la riporterò da me“. Questa è la prova di un amore che va oltre la morte.

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Yasuo Takamatsu moglie