Chi è Susanna Schimperna, la scrittrice italiana di “L’ultima pagina”

Chi è Susanna Schimperna, giornalista italiana? La donna ha idee molto decise sulla quarantena, e parla del suo punto di vista da scrittrice.

Susanna Schimperna

Susanna Schimperna è una giornalista e scrittrice italiana nata il 7 novembre 1955 (ha quindi 65 anni) a Roma. La donna ha anche ideato e condotto alcuni programmi sia per RadioRai che per il canale televisivo La7. Per anni si è dedicata alla direzione di mensili come “Blue”, “Blue Derive”, “Il tuo segno” ed il settimanale “Cuore”. Ad oggi, inoltre collabora ancora come giornalista per le riviste “Tv Sorrisi e Canzoni”, “Diva e Donna” e “Vinile”. Nel 2017 Schimperna si è iscritta al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

La libertà in pericolo

Susanna Schimperna è anche una scrittrice di successo. In un’intervista a MemeCult, quando le viene chiesto cosa la porti a scrivere, la donna risponde così: “il gusto per le storie e il desiderio di condividere questo piacere anche con altri. Prima che scrittrice o lettrice io sono stata un’affascinata e affamata ascoltatrice delle storie che mi raccontavano i miei nonni, i miei genitori, la mia bambinaia, gli adulti in genere che frequentavano casa mia”.

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Nel 2020 Susanna Schimperna ha rilasciato un’intervista a DentroMagazine parlando della quarantena. Come tanti scrittori introversi, la donna dichiara di non aver patito particolarmente all’idea di dover rimanere in casa così a lungo. “Io sono più che abituata a stare chiusa in casa. Ho trascorso tanto di quel tempo “rintanata”, come diceva mia madre, che ora mi trovo a pensare, per nulla divertita e ancora meno orgogliosa di me, che ho gli stessi atteggiamenti mentali, abitudini, problemi di quando ero adolescente. Mangio senza fermarmi, leggo facendo le cinque del mattino per arrivare alla fine del libro, rimando qualunque telefonata da fare, giuro che all’indomani metterò in atto un programma e questo domani non arriva mai. A parte questo, una volta suonavo, disegnavo, scrivevo e facevo indicibili esperimenti psichici. Ora no. Però ho uno stato d’animo sereno, direi tranquillissimo. Come se questo momento avessi tutto il diritto di trascorrerlo nella nullafacenza…” racconta.

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“La libertà è in pericolo sempre e sempre lo sarà finché non avremo, singolarmente e come collettività, i due indispensabili ingredienti che consentono di meritarla, questa libertà, prima ancora che conquistarla e mantenerla: pane e istruzione. Lo dico in modo antico, perché oggi ‘pane’ equivale anche a possibilità di riscaldarsi, curarsi, avere accesso a Internet, avere un tetto sulla testa. Istruzione non è più semplicemente imparare a leggere e scrivere, perché l’ignoranza è anche non saper distinguere le stupidaggini dalle informazioni attendibili, le persone che sanno da quelle che millantano di sapere. Oggi manca il senso critico, che è cosa che si costruisce nel tempo”.

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