Non è la D’Urso, Zingaretti conferma le dimissioni: “Non torno indietro”

Durante la puntata di oggi di “Non è la D’Urso”, Nicola Zingaretti ha parlato delle sue dimissioni dal Pd e ha confermato l’irrevocabilità della decisione.

Una delle notizie più discusse e trasmesse della settimana è sicuramente quella delle dimissioni di Nicola Zingaretti dal Partito Democratico. Una decisione che ha fatto scalpore e ha scatenato polemiche di ogni genere, nonché reazioni contrarie anche da parte di alcuni colleghi politici. Durante la puntata di oggi 7 marzo dello show domenicale di Barbara D’Urso “Non è la D’Urso“, Zingaretti ha parlato in merito alla sua decisione importante e sofferta e ne ha confermato l’irrevocabilità assoluta, davanti alle telecamere di Canale 5.

Zingaretti a “Non è la D’Urso”: dimissioni irrevocabili

ll Pd non è un partito di un leader” – ha dichiarato Zingaretti – “Ci sono tante energie, è una grande forza popolare. Ci sarà sempre. Io non scompaio, ho tantissime cose da fare. Chi sarà il mio successore lo deciderà il congresso. In questo momento io sono il presidente della Regione Lazio. Il sindaco di Roma no, non è il mio obiettivo. Devo governare la mia Regione e sono concentrato solo su quello.”

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Il Presidente delle Regione Lazio ha poi duramente accusato i suoi compagni di partito: “C’è una cosa che mi ha dato fastidio: tutti insieme abbiamo voluto il governo Conte, abbiamo sostenuto questo governo, il gruppo dirigente l’ha difesa questa scelta. Quando questo progetto non è andato in porto ci siamo girati e non c’era più nessuno e ci hanno accusato `o Conte o morte´. Credo molto nel pluralismo, ma quando il pluralismo significa stare zitti nelle riunioni e poi attaccare nelle dichiarazioni pubbliche diventa una cosa di diverso.”

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Incalzato dalle domande della padrona di casa, poi, Zingaretti ha avuto anche modo di replicare alle polemiche seguite al tweet di complimenti alla trasmissione della D’Urso che aveva tirato su un polverone. La tua è una bella trasmissione, molto popolare.” – ha detto infatti il Presidente – ” Io sono contro il populismo che però si combatte con una politica popolare non con la puzza sotto il naso. Mi è sembrato giusto darti la mia solidarietà, ma siamo stati investiti da critiche. Anche quello era un segnale che bisognava attaccare comunque.

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