Sanremo, fiori solo alle donne: questo e altri segnali preoccupanti

Sanremo continua ad andare avanti anche se con qualche scivolone. Un’edizione giovane che sta cercando di affrontare tematiche sociali forti.

Amadeus e Fiorello continuano a tenere soldo il timone del Festival anche se alcuni episodi hanno fatto storcere il naso al pubblico da casa e al popolo del web. Questa edizione è senz’altro particolare, soprattutto per la presenza ingombrante del Covid-19.

Sanremo 2021 ha però anche un’altra caratteristica: la volontà di avvicinarsi alle tematiche sociali e di genere. Queste ultime non sono sempre portate avanti dai due conduttori, ma soprattutto dagli artisti. Tra tutti ricordiamo Loredana Bertè. L’artista ha portato delle scarpe rosse sul palco dell’Ariston, denunciando la violenza sulle donne. Proprio queste calzature sono il simbolo delle manifestazioni contro i femminicidi.

Sanremo: il gesto della Michielin fa tremare il Festival

Il pubblico non si è dimenticato delle critiche che hanno travolto Amadeus nella scorsa edizione. Le parole che avevano descritto le donne solo per la loro bella presenza, quasi incapaci di poter essere qualcosa di più  fanno procedere il conduttore sul filo del rasoio. Nonostante lo sforzo per ridurre le gaffe, Sanremo continua ad essere sulla bocca di tutti più per i messaggi antiquati che veicola che per le canzoni proposte.

Leggi anche -> Sanremo 2021, Gaia Gozzi sul palco col fidanzato produttore e autore

Fin dalla prima puntata i fiori l’hanno fatta da protagonisti. Un bellissimo regalo al termine dell’esibizione, se non fosse per un dettaglio non trascurabile: vengono dati solo alle cantanti donna. Una disparità di genere che non può più esserci nel 2021. Sul web i commenti sono stati tantissimi: “Perché i fiori solo alle donne? Non ha senso“, Secondo me i bouquet di fiori dovrebbero darli anche agli uomini”, “E’ un po’ cringe vedere dare i fiori solo alle donne però no?”.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Mentre il web si indigna e la consegna del mazzo sembra rimanere sorda alle critiche, ci pensano Francesca Michielin e Fedez a cambiare la situazione. “Io e Fede facciamo una sera ciascuno, stasera i fiori vanno a lui“, ha esordito dicendo la cantante. Un gesto che all’Ariston ha quasi divertito, ma che ha comunque avuto un eco molto grande. Sui social sono stati molti i messaggi che acclamavano la cantante. “Francesca Michielin che ci riporta al 2021 ed uccide il Medioevo della Rai“, si legge sul web.

Leggi anche -> Ibrahimovic Sanremo, l’incidente di cui ha parlato finisce in tragedia

Moltissimi i messaggi di approvazione da parte di un pubblico che fa sempre più fatica a ritrovarsi nei modi di fare e di pensare proposti dal palinsesto. Se da una parte si vogliono evitare gaffe, dall’altra si continuano a portare avanti ideali che promuovono non solo l’idea di un binarismo di genere forzato ma anche che esistano oggetti da uomini o da donne. Quello che dovrebbe essere visto come un semplice regalo a fine performance e simbolo della città diventa invece l’emblema di una femminilità tossica che vuole le donne simili a fiori: delicate e valide solo per la loro bellezza.

La disparità di genere non si è vista solo in ambito  floreale ma ha toccato uno dei suoi picchi massimi con Cristiana Girelli. La calciatrice della nazionale italiana è stata chiamata come ospite a Sanremo per parlare con grande orgoglio del fatto che finalmente le calciatrici saranno riconosciute come professioniste.

Quello che avrebbe potuto essere un momento per divulgare un messaggio di parità e intersezionalità fortissimo è stato disintegrato con il commento di Amadeus. “Come sei diventata centravanti? Ti sei ispirata a qualche maschietto?”. Con queste due domande il conduttore spazza via il bellissimo messaggio portato dalla calciatrice. Ciò che traspare dalle parole di Amadeus è che non importa quanto tu ti sia impegnata a raggiungere un determinato obiettivo, questo deve avere radici maschili.

La maggior libertà di espressione tanto acclamata dalla Rai non sembra proprio esserci. Anche quest’anno il Festival si appresta a finire imbalsamato e fermo nei suoi ideali che non riescono più a trovare un pubblico disposto a riceverli.