Prevedere la terza ondata COVID: si può, con un modello matematico

Da un anno Alberto Gerli studia con un modello matematico l’andamento della pandemia da Covid-19. Oggi si dice sicuro dei suoi calcoli.

Covid modello matematico

Alberto Gerli è un ingegnere che si è laureato a Padova e specializzato nel Texas. Grazie ad un modello matematico (sempre più preciso), Gerli ha studiato durante tutto il 2020 l’andamento della pandemia: grazie ai suoi calcoli, l’uomo aveva già previsto la seconda ondata. Intervistato dal Corriere della Sera a metà febbraio, l’ingegnere ha parlato delle sue scoperte e della terza ondata: fino ad ora, sembra che l’uomo abbia avuto ragione.

La “fase 3”

Secondo i calcoli di Gerli, quindi, la terza ondata sarebbe iniziata verso l’8 febbraio circa, e durerà in crescendo fino al 20 marzo: 40 giorni precisi. La sua affermazione è basata sugli studi che lui ed il suo team hanno effettuato sulle due precedenti ondate: sembra che la durata, fino al picco, sia sempre quella.

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Quando gli viene chiesto il senso degli interventi di contenimento, Alberto Gerli risponde così: “dipende da quando partono. Oltre a sapere che, una volta innescata, la curva del contagio sale per 40 giorni, sappiamo anche con certezza quando dovremmo intervenire: nei primi 17. in questo ristretto periodo iniziale, gli interventi di contenimento hanno un’eccezionale efficacia e possono davvero modificare l’andamento della curva”.

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Alberto Gerli esprime anche la sua opinione per quanto riguarda la divisione in colori delle regioni italiane: “si basa su parametri scientifici validi, ma su una fotografia di due settimane prima. Dunque, ed è sempre una valutazione scientifica, sconta un costante ritardo”. Per la terza ondata l’ingegnere si aspetta, da qui al 20 marzo, circa 600 mila contagiati in più rispetto agli attuali 3 milioni. “Avremo purtroppo picchi di oltre 40 mila contagiati e 700 o 800 decessi al giorno” prevede.