Finti stupri nelle fiction Rai: la polemica e la replica

La vicenda dei finti stupri nelle fiction Rai: la polemica e la replica, parla una delle sceneggiatrici di Che Dio ci aiuti.

(screenshot video)

Il caso è esploso con una scena di Le indagini di Lolita Lobosco, una delle più recenti fiction Rai, tratta dai romanzi di Gabriella Genisi e interpretata da Luisa Ranieri. Ma in queste settimane se ne è parlato anche per scene simili girate per la fiction Mina Settembre e per la sesta stagione della serie di grande successo Che Dio ci aiuti.

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Quest’ultima è stato l’ennesimo pomo della discordia che ha agitato i telespettatori, ma che ha fatto anche arrabbiare una delle sceneggiatrici, che in un’intervista a Fanpage ha replicato alle accuse mosse. In sostanza, molti telespettatori e soprattutto molte telespettatrici lamentano la scelta di ‘mostrare’ dei finti stupri durante le fiction Rai.

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La replica alla polemica sui finti stupri nelle fiction Rai

Che dio ci aiuti

Di fatto, in tre occasioni recenti, una delle protagoniste di una fiction Rai avrebbe mentito sugli abusi subiti. Tre episodi sarebbero troppi e la vicenda sta destando scalpore. Nel dettaglio, nell’ultimo episodio di Che Dio ci aiuti 6, Miriam, la sorella di Nico, è giunta in convento e ha richiesto un legale, spiegando di essere stata violentata da un suo professore. Suor Angela si è resa conto di star mentendo e ha chiesto spiegazioni alla ragazza, la quale ha confessato di aver inscenato la violenza. Ha detto di averlo fatto per vendicare l’amica morta suicida, dopo la violenza realmente subita dallo stesso professore.

Silvia Leuzzi, una delle sceneggiatrici di Che Dio ci aiuti, a Fanpage ha replicato appunto a queste polemiche. In effetti, la fiction parla di tematiche importanti e lei non ci sta a passare per donna poco attenta alle questioni di genere. Ha sottolineato quindi che la vicenda gli è stata ispirata da un romanzo e ha chiarito che a suo avviso si tratta di “una bugia a metà”. Questa la sua tesi: “Miriam dà voce a una donna che non può più parlare. Il messaggio voleva essere proprio questo: dare voce anche a chi la voce non ce l’ha più”.

Che dio ci aiuti riprese