Vaccino Covid, l’Aifa: “Una sola dose per chi è già guarito dal virus”

Per i soggetti che hanno superato il contagio e non risultano più negativi, il Vaccino Covid è necessario una sola volta ed in un secondo momento.

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L’Aifa sul vaccino Covid per chi ha già avuto il contagio FOTO Getty Images

Vaccino Covid, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha fatto sapere che, per gli individui che hanno già avuto la malattia in passato è in programma una sola dose. Senza alcun secondo appuntamento di richiamo previsto. Inoltre l’unica vaccinazione prevista in questi casi dovrà avere luogo soltanto dopo che saranno passati almeno sei mesi dalla guarigione.

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La decisione dell’AIFA è giunta qualche giorno fa, a seguito di una riunione svolta appositamente ma giunta al culmine di diverse settimane di discussione. Di questo parere ha preso atto il Ministero della Salute. Difatti non tutta la comunità medico-scientifica è unanimemente d’accordo su questo argomento. C’è infatti pure chi è dell’idea che occorra seguire le linee guida dettate dalle case farmaceutiche coinvolte. Le varie Moderna, Pfizer, AstraZeneca e Johnson & Johnson hanno infatti fornito delle precise indicazioni che fanno riferimento alle modalità consigliare per le quali somministrare le diverse tipologie di vaccino Covid da esse prodotte. Un parere autorevole in merito lo fornisce Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale ‘Sacco’ di Milano. E che suo malgrado è diventato una celebrità, a causa delle svariate partecipazioni televisive che lo hanno visto protagonista.

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Vaccino Covid, il parere di Galli: “L’Aifa ha ragione”

L’esperto fa sapere che “la memoria immunologica resta anche a distanza di 8 mesi da quando non si è più positivi. Non siamo andati oltre in questa stima soltanto perché conosciamo la pandemia da solo un anno”. Questo vuol dire che ritardare la somministrazione del vaccino Covid nei soggetti che già si erano ammalati e che sono poi guariti consentirebbe di dare la precedenza ad altri individui.

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Una contromisura che consentirebbe di tamponare i forti disagi correlati ad una precisa situazione. Ovvero al ritardo ed al dimezzamento delle consegne annunciato dalle aziende produttrici del vaccino. Cosa che viola palesemente i contratti firmati in precedenza. Con quanto comunicato, l’Aifa contribuisce a dare impulso al Piano vaccini. Che si propone di raggiungere quante più persone possibili entro la primavera.