Lombardia, rischio zona rossa: il piano per proteggere Milano

Ad un anno dallo scoppio della pandemia, la Lombardia si trova nuovamente a rischio zona rossa, la Regione cerca di salvaguardare Milano.

Leggendo le notizie ed i dati sulla diffusione del Coronavirus, sembra di trovarsi dinnanzi ad un déjà-vu: la Lombardia è nuovamente la Regione maggiormente colpita dal contagio e si teme che sarà necessario applicare nuovamente la zona rossa. Questa volta l’epicentro è la città di Brescia, la prima a registrare un consistente aumento della diffusione del virus, la prima in cui è stata riscontrata la variante inglese, ormai prevalente.

Dall’analisi dei tamponi, è infatti risultato che l’incidenza della variante inglese è al 69%, un dato che preoccupa visto che a metà febbraio era solo del 30-35% e che costringe la Regione a giocare in difesa per evitare che la variante si diffonda in maniera estesa anche alle altre città. Come sappiamo dagli studi britannici e dai dati offerti dagli altri Paesi, la variante britannica del Covid è molto più contagiosa ed espone ad un rischio di morte superiore rispetto al virus originale.

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Lombardia a rischio zona rossa: i dati dell’ISS saranno decisivi

Sempre a Brescia è stato isolato il primo caso di variante nigeriana. Al momento si tratta solo di uno, ma il rischio che si diffonda è ancora più alto rispetto alla variante inglese. Questa, infatti, potrebbe causare una resistenza nei confronti dei vaccini a disposizione per il momento. Nella città lombarda l’incidenza dei contagi è di 482 persone su 100.000 abitanti, ben oltre il limite critico per applicare la zona rossa.

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A preoccupare, però, è la crescita dell’incidenza anche nelle altre province della zona, visto che l’aumento complessivo di casi ha comportato anche l’aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Da Brescia chiedono aiuto e già molti pazienti sono stati dislocati negli ospedali delle altre province. Per il momento Milano è al di sotto della soglia critica, ma il timore è che presto anche nel capoluogo possa essere necessario applicare restrizioni più severe.

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L’incidenza nella provincia di Milano è di 206 su 100.000 abitanti, ancora al di sotto della soglia critica, un dato che si abbassa ulteriormente se si considera solamente la città: 192 su 100.000. L’idea dell’assessorato per proteggere Milano da una chiusura totale che danneggerebbe ancora di più l’economica e da una diffusione che in una città di 1 milione e 300 mila abitanti sarebbe impossibile da gestire, è quella di creare un cuscinetto istituendo delle zone rosse nei comuni attorno.

Una misura che potrebbe rivelarsi inutile qualora i dati complessivi della Regione dovessero peggiorare nei prossimi giorni. Venerdì ci saranno i risultati del monitoraggio da parte dell’ISS, se verrà riscontrato un Rt pari o superiore a 1,25, tutta la Lombardia entrerà in zona rossa per almeno due settimane.