Lettera di una madre: “Chiedo scusa per non aver educato i miei figli”

Una madre di Firenze alle prese con due figli che non comprendono appieno le norme Covid, ha scritto una lettera. 

Non è raro sentir parlare di giovani ragazzi che, stufi della pandemia e dell’obbligo di indossare le mascherine, si ritrovano in gruppetti nelle case o danno vita a dei veri e propri assembramenti nei parchi e nelle piazze.

Una madre di Firenze, alle prese con due giovani figli che sono stanchi delle restrizioni e cercano in ogni modo degli escamotage per uscire, ha scritto una lettera, parlando delle sue difficoltà da genitore ad insegnare ai suoi ragazzi come comportarsi. “Credevo di avere dei figli ragionevoli e rispettosi. Mi ritrovo degli sconosciuti“, ha esordito. La donna scrive che sa di poter risultare impopolare e eccessiva, ma sente il bisogno di essere compresa e di chiedere scusa. “E’ risaputo che tantissime persone continuano a vedersi per cene e festicciole. Ho persino un’amica che ha organizzato un catering per più di 20 persone. E sono a conoscenza di feste tra ragazzi con numeri altissimi di invitati“.

LEGGI ANCHE -> Covid, l’allarme dell’Iss: ora i più colpiti sono i giovanissimi

LEGGI ANCHE -> Nuovo piano vaccini, inizia la guerra di Draghi al covid: le prime mosse

 

 

 

 

 

 

 

La preoccupazione di una madre: “I miei figli sono irresponsabili”

La madre è consapevole di come il numero dei contagi cresca sempre di più e mette a repentaglio anche la scuola. “Per i ragazzi faccio ammenda e chiedo scusa per non aver saputo educare i miei figli. Loro non vanno alle feste di cui sono a conoscenza e di cui mi riferiscono, ma si riuniscono con pochi amici nonostante io e il padre siamo contrari“, scrive la donna.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI!

La madre giustifica chi organizza le feste “perché non si può vivere chiusi” e il più piccolo è convinto di poter andare al mare per i cento giorni con un escamotage. “Chiedo scusa, perché non sono stata in grado di instillare in loro il senso civico, il rispetto per gli altri. Non so dove ho sbagliato, ma ho sbagliato. Però non mi sento di anteporre una bevuta o una tavolata di amici al lavoro di medici e infermieri o alla vita di qualcuno“, ha dichiarato. La donna ha concluso sostenendo che i suoi figli sono degli sconosciuti per lei ora. “Forse il Covid è anche questo: una malattia dell’anima“.