Vaccino Coronavirus, Bertolaso: “Priorità ai lavoratori”

La campagna di sommistrazione del Vaccino contro il Coronavirus va avanti, ma Bertolaso è netto: “Ora priorità ai lavoratori”.

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Ferma presa di posizione di Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, ora consulente della Lombardia per il piano vaccinale, rispetto alle scelte da fare da ora in avanti rispetto alla campagna vaccinale. Infatti, il noto funzionario sottolinea come non si debba proseguire per fascia anagrafica, ma bisogna spingere per far ripartire il Paese.

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All’Eco di Bergamo, Bertolaso lancia la sua ricetta, che indica appunto come prioritaria la vaccinazione dei lavoratori rispetto ad altre categorie. Queste le sue parole: “Fermo restando che medici, infermieri e Rsa devono essere vaccinati, ci sta anche che si facciano gli over 80. Ma poi non si può continuare a scendere seguendo la fascia anagrafica”.

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La proposta di Bertolaso sul vaccino contro il Coronavirus ai lavoratori

Insomma, nel suo intervento, Bertolaso si dice convinto che si debba immunizzare chi lavora, poiché – rileva ancora nell’intervista rilasciata oggi – “il Paese deve ripartire”. La scala di priorità dell’ex capo della Protezione Civile è chiara: “Quindi sotto con chi lavora, chi sta in fabbrica, chi si muove, chi non ha potuto lavorare in questi mesi come bar e ristoranti”. Dunque, la richiesta è di apportare di fatto delle modifiche al piano vaccinale, prima che la situazione “si aggravi ancora per le diverse varianti”.

“Sarà tosta ma spero non drammatica come l’anno scorso. Guardate la situazione di Brescia”, sono le parole del consulente della Regione Lombardia, che fa considerazioni per certi versi lapalissiane. Intanto però la percentuale di somministrazione delle dosi di vaccino sul totale di quelle consegnate in Lombardia è sotto la media nazionale: siamo al 68,4% mentre la media nazionale è oggi del 71,3%. In tutto a oggi sono stati consegnati 5,8 milioni di vaccini e “solo” 4,1 milioni sono stati somministrati. Gli italiani che hanno ricevuto anche la seconda dose sono appena 1,4 milioni.

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