Perché Ibrahimovic e Lebron James stanno litigando a distanza: cos’è successo

Due dei più grandi sportivi degli anni 2000, Lebron James e Ibrahimovic, stanno litigando a distanza: scopriamo per quale motivo.

Lebron James non è solamente il giocatore di basket più riconoscibile e amato nel mondo, ma anche un uomo che spesso si erge come portavoce delle istanze dei più deboli, che denuncia il razzismo e le forme d’ingiustizia che purtroppo sono presenti all’interno della società americana. Proprio il suo impegno sociale e politico lo ha reso un personaggio che valica i confini dello sport che pratica, un uomo che viene stimato da milioni di americani anche per i suoi ideali ed il suo impegno sociale.

Per il cestista si tratta di un atto dovuto nei confronti di chi in questa società parte svantaggiato. Lebron ha avuto un’infanzia difficile, durante la quale non ha nemmeno conosciuto il padre ed ha vissuto in condizioni economiche complicate ad Akron, piccola cittadina dell’Ohio. Oggi che è uno sportivo affermato, che guadagna milioni di dollari e che può regalare ai suoi eredi un futuro agiato e ricco di possibilità, si senti in obbligo di spendere parole in difesa di chi queste opportunità non le ha e non le avrà mai.

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Lebron James risponde ad Ibrahimovic: “Non starò mai zitto di fronte alle ingiustizie”

Qualche giorno fa Zlatan Ibrahimovic ha criticato questa vocazione sociale di James, dicendo che a suo avviso farebbe meglio a non parlare di politica, occupandosi di ciò che sa fare bene sul campo da basket: “Non mi piace quando le persone con un certo status parlano di politica. Limitati a fare quello in cui sei bravo, meglio tenersi lontani da certi argomenti”. La risposta del fuoriclasse dei Lakers non si è fatta attendere. Nell’intervista post partita di ieri notte, Lebron ha replicato all’invito di Ibra dicendo che non cesserà il suo impegno sociale e politico: “Non c’è modo che io stia zitto di fronte alle ingiustizie e mi limiti allo sport”.

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Dopo la risposta secca, James ha spiegato al giornalista per quale motivo ritiene essenziale continuare il suo impegno politico: “Io sono parte della mia comunità e ho oltre 300 ragazzi nelle mie scuole che hanno bisogno di una voce e io sono la loro voce. Sono la persona sbagliata da criticare su questo campo perché ho una mente ‘molto educata’ e ho fatto i compiti… Mi occuperò sempre di temi come l’uguaglianza, la giustizia sociale, il razzismo, l’assistenza medica e il diritto al voto”.

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Il campione spiega inoltre di avere consapevolezza di quanto la sua voce sia importante, proprio per via del suo status di sportivo di successo, dunque che in alcuni casi proprio il suo impegno può fare la differenza per chi invece di voce non ne ha. Infine tira una stoccata proprio ad Ibrahimovic ricordando quando anche lui ha parlato di tematiche extra calcio negli Usa: “E’ buffo che lui dica queste cose, perché è lo stesso ragazzo che nel 2018 ha parlato di razzismo in Svezia legato alle sue origini e al suo cognome”.