L’ultimo mistero del caso Emanuela Orlandi: spunta un retroscena inedito

Nel caso Emanuela Orlandi compare un ultimo mistero. Una prova che avrebbe potuto svoltare il caso, ma che è misteriosamente scomparsa.

Emanuela Orlandi: scomparsa quasi 38 anni fa a Roma e mai ritrovata. L’odissea del suo caso non sembra trovare una fine.

Ad oggi spunta una nuova prova. Si tratterebbe di un film sul caso. In base a cosa riporta il settimanale Oggi, questo sarebbe stato girato in Turchia circa tre mesi dopo la scomparsa della ragazza.

L’ultimo mistero del caso Emanuela Orlandi: sparita una prova chiave

Il film rappresenta senz’altro una prova molto importante per avvicinare i familiari alla verità, ma sfortunatamente questo non sembra essere mai passato al visto dalla censura.

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Nonostante siano passati molti anni dalla scomparsa di Emanuela, la storia non si ferma e il mistero si infittisce. In base alle indiscrezioni, sembra che il regista Gianni Crea ne avesse riportato in Italia due copie. Il legale della famiglia Orlandi, Gennaro Egidio, ottenne il sequestro immediato di una delle due, ma di essa non si hanno notizie.

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E’ stata invece rubata quella custodita negli uffici della casa cinematografica Gaumont. Nel frattempo, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, non demorde: “La soluzione di uno dei due misteri ci porterà a capire e risolvere entrambi. Ne sono convinto“. Il settimanale Oggi ha anche parlato dell’esistenza di un rapporto giudiziario riservatissimo che sarebbe stato inoltrato dai Carabinieri del Reparto Operativo di Roma al Sostituto Procuratore Domenico Sicca.

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Secondo a quanto appreso nel rapporto giudiziario, i produttori sarebbero due trafficanti turchi: Ugur Terzioglu e Vedat Sakir.  I due sarebbero residenti a Roma e a Milano e sarebbero anche in stretto contatto con Bekir Celenk. Quest’ultimo era indagato in Italia per traffico i droga e armi. Celenk era anche l’imputato principale nel processo per l’attentato a Papa Wojtyla ed era stato accusato da Agca di essere l’intermediario per i servizi segreti bulgari nella messa a punto dell’assassinio. Dopo la morte di Celenk, i Carabinieri sospettano che Terzioglu possa essere in possesso di informazioni sulla scomparsa della ragazza.