Kristina Gallo, la morte è un giallo: “Non furono cause naturali”

Riacceso il cellulare di Kristina Gallo, trovata senza vita a Bologna 2 anni fa, la morte è un giallo: “Non furono cause naturali”.

(Facebook)

Trovata morta il 25 marzo 2019 nella sua casa in Bolognina, a quanto pare Kristina Gallo potrebbe non essere deceduta per cause naturali. Questo quanto emerge in queste ore su quella che veniva appunto considerata fino a oggi una tragica fatalità. Invece, potremmo essere di fronte all’ennesimo caso di femminicidio nel nostro Paese. Un caso che solo ora, quasi due anni dopo, arriva a una svolta.

Leggi anche –> Padre di 4 figli morto di Coronavirus dopo la prima dose di vaccino

La Procura di Bologna indaga infatti per omicidio volontario e a quanto pare avrebbe anche le idee abbastanza chiare su cosa sia successo. Difatti, sul registro degli indagati c’è già il nome di un uomo che la vittima aveva frequentato in passato. La svolta sul possibile femminicidio è legata a un dettaglio emerso nelle scorse ore.

Leggi anche –> Incendio in una clinica: Lorena lasciata morire in sala operatoria

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Le nuove ipotesi sulla morte di Kristina Gallo a Bologna

Un dettaglio che in queste ore a quanto pare risulta sempre più determinante: il cellulare della donna morta era sparito nel nulla dopo il suo decesso. Ora riemerge perché qualcuno lo avrebbe acceso. Arresto cardiaco era stato il responso del medico legale, che aveva effettuato l’ispezione cadaverica sul corpo privo di vita di Kristina Gallo, ma quella tesi non aveva mai convinto troppo. La donna deceduta non avrebbe avuto alcuna patologia pregressa, né a quanto pare avrebbe assunto droghe o alcol prima di morire, secondo quanto era emerso dall’autopsia.

Kristina Gallo venne trovata priva di vita in casa dal fratello: era nuda e giaceva per terra a pancia in su. Le gambe erano invece sotto al letto, ma non solo. Infatti, il sole battendo sulla finestra aperta aveva accelerato il processo di decomposizione della donna, ma soltanto sul viso. Sta di fatto che non fu possibile stabilire da quanti giorni esattamente fosse morta al momento del ritrovamento, se cinque o sei. La svolta arriva ora: probabilmente, chi potrebbe aver ucciso la donna, convinto ormai di averla fatta franca, avrebbe acceso il cellulare della vittima. Ma gli inquirenti avrebbero “sorpreso” quel gesto.