Giampiero Riccioli, chi è l’indagato per l’omicidio di Luigi e Alessandro

Finisce in manette Giampiero Riccioli, accusato di avere ucciso i suoi due dipendenti. Per gli inquirenti loro lo accusarono di una grave colpa.

Giampiero Riccioli arrestato
Luigi e Alessandro uccisi Giampiero Riccioli arrestato Foto dal web

Giampiero Riccioli, l’uomo proprietario del terreno da cui sono emersi i cadaveri di Luigi Cerreto, 23 anni, e di Alessandro Sabatino, 40, è in arresto da una settimana con l’accuso di omicidio o di occultamento di cadavere. Il caso ha attirato l’attenzione di ‘Chi l’ha Visto‘ che già nei giorni scorsi si è occupata di questa macabra vicenda.

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Le due vittime erano originarie della provincia di Caserta e scomparvero sette anni fa. Le loro famiglie erano convinte che il 50enne Giampiero Riccioli, che era il loro datore di lavoro, dovesse essere a conoscenza di qualcosa non ancora noto alle forze dell’ordine. Presto verranno condotti dei test del Dna allo scopo di potere confermare l’effettiva identità di quei corpi. Ma anche la colpevolezza dell’uomo, sul quale sembrano davvero esserci pochi dubbi adesso. La sparizione di Luigi ed Alessandro avvenne nella villa di Riccioli a Siracusa e la loro uccisione sarebbe avvenuta perché i due campani avrebbero avuto intenzione di denunciare dei maltrattamenti.

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Giampiero Riccioli, la sua versione: Luigi ed Alessandro rissosi ed alcolizzati

L’anziano padre di Giampiero non riceveva le giuste attenzioni, tra mancata somministrazione di farmaci indispensabili ed altri casi di negligenza. Così lo stesso Giampiero Riccioli li avrebbe ammazzati senza pensarci su. Una ipotesi della quale si dicono sicure diverse persone interrogate dagli inquirenti. Il caso della sparizione dei due uomini era finito in archiviazione su disposizione della Procura di Siracusa.

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Ma quella di Catania ha riaperto la questione, consentendo l’impiego di personale e di strumentazioni più adeguate. Così è stato possibile ritrovare i cadaveri sepolti in quella proprietà. La versione dell’imputato fa sapere che i due lavoratori erano emigrati in Svizzera e si era lamentato di loro, definendoli alcolizzati, fannulloni e rissosi. Motivi che avrebbero spinto il Riccioli a licenziarli. Versione che però sembra essere per nulla corrispondente alla realtà dei fatti.