Torino, arrestato il boss Salvatore Ercolano: si cucì la bocca con una spillatrice

A Torino è stato arrestato il boss Salvatore Ercolano, che al maxi-processo di Palermo si cucì la bocca con una spillatrice.

I Carabinieri di Torino hanno arrestato un uomo, Salvatore Ercolano, detto Turi, di 71 anni. L’uomo è uno degli storici esponenti di Cosa Nostra, fermato dalle forze dell’ordine in quanto girava armato di pistola.

Salvatore Ercolano, conosciuto come Turi, è noto perché nel maggio del 1986 si cucì la bocca con una spillatrice, in segno di protesta, durante il maxi processo di Palermo. La scena è stata ripresa anche dall’ultimo film su Buscetta, “Il Traditore“. I militari del Comando Provinciale ieri mattina, lunedì 22 febbraio, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Torino su richiesta del pm della DDA Paolo Toso.

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Salvatore Esposito, chi era il boss del processo di Cosa Nostra

L’esponente di spicco della mafia etnea, affiliano al clan “Santapaola-Ercolano”, è ritenuto responsabile di porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Le indagini, svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo tra marzo e maggio 2019, hanno consentito di accertare che l’uomo abbia in più occasioni girato sul territorio nazionale armato di pistola, nonostante fosse stato condannato per mafia nel Maxiprocesso palermitano ed è attualmente libero dopo decenni trascorsi in carcere.

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Turì Ercolano si trova attualmente agli arresti domiciliari, con l’accusa di porto e detenzione illegale di armi. E’ il cugino del boss Nitto Santapaola ed è considerato un “capo”, la sua notorietà è arrivata a metà degli anni ’80 a causa della protesta attuata in aula durante il maxi processo, a cui si presentò con le labbra cucite con una spillatrice e fece leggere un messaggio dal compagno di cella Tommaso Spadaro, uno degli imputati di spicco del processo, condannato per traffico di eroina. Durante il processo a Cosa Nostra, nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone a Palermo, Ercolano era accusato di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.