Le Iene: “hanno provato a venderci foto esclusive sul caso Genovese”

L’ultimo servizio de “Le Iene” sul caso Genovese ha attirato l’attenzione: qualcuno ha provato a vendere le foto esclusive di quella sera.

Alberto Genovese Parpiglia

In casi simili, si spera sempre che tutti coloro che hanno informazioni vadano immediatamente dalla polizia: non solo per un senso civico di giustizia, ma perchè è l’unico modo per assicurarsi che il colpevole finisca in carcere. Qualcuno, però, ha cercato di guadagnare anche sul caso Genovese.

Le foto di quella sera in vendita

“Le scrivo in merito al caso di Alberto Genovese. Sono in possesso di diverse informazioni e immagini che riguardano il caso, nello specifico relativo alla notte tra il 10 e l’11 ottobre” questo ha letto Stefano Corti quando ha aperto la mail (da un indirizzo criptato) indirizzata a Le Iene. In allegato c’erano anche due fotografie di una stanza: secondo l’anonimo, si tratta proprio della camera in cui Genovese avrebbe intrappolato ed assalito una delle sue vittime (la ragazza di 18 anni che lo ha denunciato per prima).

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Fingendosi interessato alla proposta, Stefano Corti ha potuto incontrare chi aveva inviato la mail: così si è trovato davanti a due persone. “Non abbiamo chiamato solo te”, gli ha raccontato uno dei due. “Abbiamo mandato una mail a Le Iene, una mail a Giletti, una mail a Quarto Grado. Ci hanno risposto tutti. Non abbiamo dato poi il materiale a nessuno. [Le foto] non ce le hanno mandate né la difesa né l’accusa. Quelle immagini che girano in tv sono davvero poca roba. Nessuno ha nulla”. Il secondo uomo rincara la dose: “ci sono le scene in cui è legata e oggettivamente da vedere non sono belle e non so neanche se le puoi mandare in Tv”.

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Quando l’inviato de Le Iene ha chiesto di vedere il materiale, però, i due si sono fermati. “Non facciamo niente per niente” hanno chiarito i due, “la nostra idea è ovviamente di tirare fuori qualcosa da questa storia da metterci in tasca. Ci hanno già proposto dei soldi. Trentamila”.

Alberto Genovese scarcerazione