Carlo Verdone, quando il padre professore lo bocciò all’esame di cinema

Carlo Verdone, quando all’università il padre Mario Verdone lo bocciò ad un esame: i dettagli dell’accaduto.

Un episodio davvero tragicomico della vita di Carlo Verdone è quello che lo vide, parecchi anni fa, bocciato ad un esame universitario dal suo stesso padre. Mario Verdone infatti era docente dell’Istituto Sperimentale di Cinematografia, dove Carlo ha studiato. Il giovane Verdone non aveva messo in conto, però, la serietà del padre: abituato a non impegnarsi troppo nello studio, ha provato a chiedere a Mario un “aiutino” per passare gli esami.

Carlo Verdone: quando il padre Mario lo bocciò all’Università

Carlo Verdone ha raccontato ai giornalisti una scena che sarebbe potuta tranquillamente uscire da uno dei suoi film, ma che invece è accaduta davvero parecchi anni fa, quando lui era ancora uno studente universitario. La sera prima dell’esame di Cinematografia Carlo aveva suggerito al padre, suo insegnante,  le domande che questi avrebbe dovuto fargli durante l’esame, che si sarebbe tenuto il giorno successivo. Carlo Verdone aveva chiesto al padre di essere interrogato su Ingmar Bergman e Federico Fellini. Ma quando padre e figlio si trovarono faccia a faccia, però, scatenando ovviamente la rabbia generale degli altri studenti, non contenti della situazione, Mario spiazzò il figlio chiedendogli di parlare di Pabst. Carlo fece completamente scena muta, e il padre esordì: “Guardi, torni la prossima sessione perché vedo che non ha studiato”, invitandolo poi a uscire dalla classe. Una volta a casa Carlo andò su tutte le furie, ma il padre rispose con calma: “Scusami, ma non mi garbava far vedere che promuovevo il mi’ figliolo, però quello che ti ho chiesto non l’avevi studiato, la prossima volta fallo.”

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Mario Verdone raccontò poi la fine della vicenda: “Finì che ad ottobre gli feci fare l’esame da un’altra professoressa. La signora Evelina Tarroni. Lei fu soddisfatta e lo promosse. Io mi misi da parte perché mi seccava di tornare sull’argomento. E quel giorno non mi presentai in università.” Il professore spiegò anche perché chiese al figlio di dargli del lei in classe: “Lo feci per mettere delle distanze. Non è che io so’ padre e ti dico vieni e ti do diciotto. No, mi dia del “lei”: una distanza. Non si può fare tutto in amicizia”.