Flavio Insinna ammette: “Sono un privilegiato, fateci pagare la patrimoniale”

Flavio Insinna parla del dolore e della povertà incontrata in questi mesi di volontariato e spinge per l’approvazione della patrimoniale.

Non sono tanti coloro i quali sanno che da anni Flavio Insinna collabora con Emergency e fa da volontario per portare scorte di cibo e abiti a chi vive in condizioni di estrema povertà. Un impegno che l’attore preferisce non pubblicizzare, perché il suo obiettivo non è farsi scattare una foto, ma aiutare chi ne ha bisogno. Negli anni è entrato a contatto con realtà difficili e storie veramente complicate, tuttavia solo in quest’ultimo periodo Flavio ha percepito oltre all’incertezza per il futuro la disperazione della gente.

Ad essere costretto a chiedere aiuto, infatti, non più solamente chi non ha un lavoro da anni, ma anche chi fino a qualche mese fa riusciva a lottare per mantenere una casa sulla testa e una famiglia. La pandemia ha generato una crisi economica gigantesca, facendo perdere il posto di lavoro a centinaia di persone. Se da un lato il divieto ai licenziamenti ha funto da tappo, la crisi economica ha costretto le aziende a ridurre le filiali o a chiudere per intero.

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Flavio Insinna si sente un privilegiato: “Pagherei la patrimoniale volentieri”

Stare a contatto con simili realtà ha permesso all’attore di capire fino a che punto la crisi ha devastato economicamente e psichicamente il Paese: “Non mi era mai successo in trent’anni di carriera di sentire così tante persone che ti parlano di sacrifici prima impensabili: c’è chi non accende più la tv per risparmiare, chi non usa più il telefonino… – spiega al Corriere – gente che con enorme dignità ti fa capire che avrebbe bisogno anche solo di cento euro, per andare avanti chissà quanto e non conto più chi ha dovuto lasciare casa, non potendo più pagare l’affitto”.

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Il racconto di Insinna si fa ancora più doloroso quando sottolinea: “Oggi in Italia ci sono 500mila famiglie che devono decidere se comprare da mangiare o le medicine. E non può essere. In Italia nel 2021 le persone devono mangiare, avere la Tachipirina e un cappotto. Alla fine, è solo questo”. Una soluzione per questo a suo avviso c’è e nei mesi addietro si è meravigliato del fatto che sia stata rifiutata con decisione da chi non ha di questi problemi.

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L’attore parla della Patrimoniale, sulla quale dice: “Ho trovato molto spiacevole si sia detto no alla patrimoniale, alla tassa dell’amicizia o fraternità, chiamiamola come vogliamo. Ma a cosa abbiamo detto no? Ci stavano chiedendo lo 0,0001 di quello che io e altri come me, o anche più di me hanno. Io sono diventato fortunato qua in Italia e credo sia un dovere ridare qualcosa a questo Paese. Non è che ci sta tanto da chiacchierare: facciamolo e facciamolo presto. Chi ha un euro dia un euro, chi ne ha dieci ne dia dieci, ma mai come ora c’è bisogno di tutti”.