Coronavirus, gli animali messi sotto accusa dall’OMS

L’OMS sta cercando di capire le origini del Coronavirus e si sta focalizzando su alcuni animali che venivano venduti nel mercato di Wuhan.

Coronavirus animali indagati

Secondo l’OMS, il Coronavirus potrebbe essere arrivato all’uomo tramite alcune specie animali che venivano vendute sui banchi del mercato della cittadina cinese Wuhan. Questa teoria era già stata esposta all’inizio della pandemia, nel marzo scorso. Tuttavia si parlava di pipistrelli e strane ricette. Ora, però, la squadra dell’Organizzazione mondiale della Sanità che si sta occupando di fare le dovute analisi ha ritirato fuori questa teoria. Il team è riuscito, dopo svariati mesi, a giungere nella città di Wuhan, per cercare di capire l’effettiva genesi di questo virus. Durante i loro studi, gli scienziati sono arrivati a restringere il campo e ad ipotizzare che le specie da cui l’uomo ha contratto il virus siano i tassi-furetto e i conigli. Entrambi questi animali venivano venduti quotidianamente nel mercato che fu il primo epicentro del virus. Al momento, però, l’OMS non ha certezze: per estinguere ogni dubbio dovranno essere fatti ulteriori studi. Tra i fattori da tenere in conto e da mettere sotto la lente d’ingrandimento c’è la questione riguardo i fornitori. Secondo le fonti, gli animali arrivavano a Wuhan da una zona nel Sudest del paese. E proprio lì gli studiosi hanno scoperto nei pipistrelli l’esistenza di un virus simili al Corona. In ogni caso, sono ancora in corso le indagini da parte del team dell’OMS su quali razze, vive o morte, venissero vendute al mercato di Wuhan. Vista anche la scarsa collaborazione da parte dell’autorità cinesi, è probabile che questi studi verranno portati avanti per ancora molto tempo.

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Tassi-furetto e conigli nell’occhio del ciclone del Coronavirus

Riguardo la possibilità che i tassi-furetto siano una delle razze implicate nella diffusione del contagio, l’OMS ha dichiaro che essi “spiegherebbero come il virus è arrivato a Wuhan”. Nelle celle frigorifere del mercato erano stati ritrovati diversi tassi-furetto e, sebbene le loro carcasse fossero risultate negative al tampone, avrebbero potuto comunque essere portatori del virus. Ma perché anche i conigli? Gli studiosi hanno spiegato come questi roditori siano molto suscettibili al virus e, vista la grande vendita di questi animali in città, avrebbero potuto essere un altro importante veicolo di contagio. Tenendo in considerazione l’ipotesi segnata prima di un origine nel Sudest della Cina, si sa che molti fornitori portavano le bestie dalle province di Guangdong, Guangxi e Yunnan: tutte confinanti con Vietnam, Laos e Myanmar. Inoltre, è proprio nella provincia di Yunnan che sono stati trovati nei pipistrelli virus simili al Sars-Cov-2, mentre nelle altre due province l’animale sotto lente d’ingrandimento è il pangolino.

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