Covid, due casi fulminanti: “Ho perso mamma e nonna nel giro di un’ora”

Kaz Foncette ancora non riesce a credere che sua madre e sua nonna siano state uccise dal Covid subito dopo aver manifestato i primi sintomi. 

“Non avrei mai pensato che le condizioni di mia madre sarebbero peggiorate in modo irreversibile in un giorno” scrive Kaz Foncette in una lunga testimonianza di prima mano pubblicata su Metro.co.uk. “Mia madre aveva solo il naso che colava quella domenica. Era stata al lavoro, ma poiché alcuni dei suoi colleghi avevano scoperto di avere il Covid-19, le dissi che doveva fare un test. Lei e mio padre sono andati al laboratorio di analisi locale e il suo è risultato positivo il giorno successivo. Le ho detto di sdraiarsi a letto e bere molti liquidi… Quella è stata l’ultima conversazione che ho avuto con lei. Un giorno dopo aver ottenuto i risultati, era in ospedale. E non era certo l’unica”.

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Un’altra famiglia annientata dal Covid

“Mia madre e mia nonna sono entrate entrambe in ospedale lo stesso giorno con il Covid-19 – prosegue Kaz Foncette -. E nel giro di un’ora l’una dall’altra, sono morte entrambe. Quel martedì mattina mi sono svegliata con una chiamata persa di mio padre e sapevo che qualcosa non andava. L’ho richiamato subito e lui mi ha detto la cosa peggiore che si potesse sentire in piena pandemia: ‘Tua madre è stata portata in ospedale. Non riusciva a respirare la scorsa notte. Abbiamo chiamato l’ambulanza, ma ci sono volute sette ore per arrivare fin qui”.

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Naturalmente, né Kaz né suo padre ha potuto fare visita alla mamma e moglie in ospedale. “Non potevamo fare altro che aspettare – spiega la ragazza -. Mi sentivo completamente impotente. Fu allora che ricevetti un’altra telefonata, questa volta da mio zio, che vive con mia nonna a Edmonton [la capitale della provincia canadese dell’Alberta], a circa 10 minuti di macchina da casa dei miei genitori. Mi ha detto che anche mia nonna sarebbe stata portata in ospedale. Ho provato a parlarle al telefono ma non riusciva a dire neppure una parola…”.

I successivi, tragici eventi si sono susseguiti molto velocemente, come in un film. “Non avremmo mai pensato che mia madre si sarebbe ridotta così in un giorno – conclude Kaz -. L’orribile ironia della sorte è che i miei genitori erano molto preoccupati per me – avevo avuto il cancro due volte negli ultimi anni e ho solo 34 anni. Anch’io ho un problema di cuore… Ma ero rimasta a casa al sicuro. Mia madre era classificata come lavoratrice ‘essenziale’, in quanto addetta all’igiene in uno stabilimento di produzione alimentare, pur avendo più di 60 anni ed esseno diabetica, quindi era clinicamente vulnerabile”.

La prima ad andarsene è stata la nonna. “Stavamo cercando di organizzare una videochiamata con il suo medico, anche se non era sveglia. Ma poi ho ricevuto un’altra telefonata in cui mi è stato detto che era troppo tardi. Se n’era già andata. Solo mezz’ora dopo, il telefono ha squillato di nuovo. ‘Non pensiamo che tua madre ce la farà’, ha detto il dottore. ‘Se il suo cuore si ferma di nuovo, non la rianimeremo’”. E purtroppo così è stato.

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