Walter Ricciardi, quando a febbraio diceva: “Covid meno pericoloso dell’influenza”

Walter Ricciardi viene criticato per la richiesta di un lockdown totale di due settimane. Ecco cosa diceva un anno fa.

La popolazione italiana è stanca delle misure restrittive e spaventata dalle conseguenze economiche che ulteriori chiusure potrebbero causare. Specie chi, in base alla struttura a zone, è appena uscito da quella rossa o arancione e solo ora da novembre sta vedendo la luce in fondo al tunnel. Il problema è che la curva di contagi non ha mostrato segni di calo decisi ed il timore è che con le varie aperture si rischia un tira e molla per tutto il 2021. Tira e molla che non potrà essere evitato dalle vaccinazioni, visto che le previsioni del governo sono di riuscire a vaccinare tutti gli over 80 entro la fine dell’estate. Previsione che, se rimarranno questi i ritmi di vaccinazione, non potrà essere rispettata.

Per evitare questo continuo apri e chiudi, il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, nei giorni scorsi ha proposto un lockdown totale di due settimane per fare abbassare la curva di contagi in maniera decisa: “urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata”.

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Walter Ricciardi catastrofista? Leggete cosa diceva a febbraio 2020

Una simile misura, secondo Ricciardi, permetterebbe anche di riorganizzare il sistema di tracciamento in modo tale che sia maggiormente efficace e la campagna di vaccinazione. Due misure essenziali per tirarci fuori dalla crisi sanitaria che viviamo da un anno. La proposta di Ricciardi ha diviso la comunità scientifica e creato malumori tra politici e cittadini. Affrontare un lockdown totale in questo momento equivarrebbe ad un ulteriore danno all’economia, oltre a generare scontento sociale.

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Alcuni ritengono Ricciardi un catastrofista e reputano esagerata la sua richiesta. Tuttavia Ricciardi non si è mai sbilanciato eccessivamente con le previsioni o con gli allarmismi. Per dimostrarlo basta tornare indietro di un anno, quando cioè la diffusione del Coronavirus si sperava di poterla confinare alla Cina. In quel periodo nessuno aveva idea della portata della diffusione virale e del virus stesso si conosceva molto poco. Le uniche informazioni erano quelle giunte dalla Cina e si poteva sperare di contenere l’epidemia.

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Intervistato dal Sole 24 Ore, l’esperto diceva: “Le prossime due settimane saranno cruciali per gestire e contenere l’epidemia di coronavirus in Cina la cosa importante però è prendere decisioni basate sulle evidenze scientifiche e la solidarietà. Finora il coronavirus si è diffuso più velocemente a esempio della Sars, ma è molto meno mortale e direi che lo è anche rispetto alla pandemia influenzale di quest’anno. Va comunque preso sul serio, come tutti i virus respiratori, ma senza esagerare facendosi prendere dal panico”.

Una simile visione ottimistica era legata ai dati fino a quel momento giunti. Ciò dimostra che Ricciardi si esprime solo riferendosi ai dati in possesso e se propone un lockdown, lo fa sulla base delle evidenze che possiede in questo momento. Evidenze che dopo un anno di pandemia sono sicuramente numerose. Il suo in ogni caso è un consiglio, la decisione sul da farsi verrà vagliata poi dal Cts e successivamente applicata dal governo.