Governo Draghi, è già scontro su lockdown e chiusure

In attesa del voto di fiducia al Governo Draghi, la maggioranza sembra vacillare. E’ scontro sulle chiusure e sulle misure da prendere. 

Draghi si vede già la strada sbarrata da alcuni ostacoli. Seguire le indicazioni del Cts e prolungare la chiusura degli impianti da sci è senza dubbio una mossa saggia, ma ha infranto le speranze dei gestori che speravano di riaprire.

Le voci dei ministri leghisti Giorgetti e Garavaglia si aggiungono a quelle gestori e dei presidenti di regione. “Immediati ristori” per il settore sembra essere la richiesta principale.

Governo Draghi: ecco cosa sta succedendo nella maggioranza

Il timing di questo stop ha fatto andare su tutte le furie i presidenti di regione. “E’ inaccettabile, un’assoluta mancanza di rispetto“, tuona il governatore piemontese Cirio. “Ci sentiamo presi in giro di fronte a tutto quello che abbiamo speso per la riapertura. I ristori siano immediati, altrimenti il comparto va in fallimento” ha continuato dicendo.

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Le misure anti-pandemia sono senza dubbio un tasto dolente e hanno già fatto vacillare la maggioranza. Il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, chiede a gran voce un immediato lockdown. Salvini però non ci sta e insieme alla Lega chiede di cambiare tecnici e consiglieri del ministero: “Non si può continuare con il metodo Conte, annuncio la domenica e chiusura il lunedì ad opera del trio Ricciardi-Arcuri-Speranza“.

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Nel frattempo la tensione è palpabile anche nel Movimento 5 stelle. Tra di loro si contano molte defezioni: una ventina di senatori su 92 sarebbero decisi a votare non “sì”.

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Problemi simili anche per Sinistra Italiana. L’assemblea ha deciso di non dare la fiducia al governo, ma se Fratoianni voterà no, la De Petris e Palazzotto hanno annunciato il loro sì.