Fuga da Alcatraz, la storia vera dell’evasione che ha ispirato il film con Clint Eastwood

Il tentativo di fuga da Alcatraz del giugno del 1962 ha ispirato un celebre film. Ecco tutto quel che c’è da sapere al riguardo. 

Il film Fuga da Alcatraz (“Escape from Alcatraz”), uscito nel 1979 e diretto da Don Siegel, è stato girato proprio nella prigione di Alcatraz 15 anni dopo la sua chiusura permanente. Si basa sul libro Escape from Alcatraz di J. Campbell Bruce e descrive la vera storia dell’evasione di tre detenuti, Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin, avvenuta nella notte dell’11 giugno 1962.

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La “vera” fuga da Alcatraz

Era il giugno del 1962 quando fu messo in atto un memorabile tentativo di evasione dal carcere di Alcatraz, il penitenziario di massima sicurezza situato sull’omonima isola nella Baia di San Francisco, da parte dei prigionieri Frank Morris, John e Clarence Anglin. I tre furono in grado di fuggire dalle loro celle e di lasciare l’isola in tempi brevi. Dopo che furono entrati nella Baia di San Francisco di loro si perse ogni traccia.

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Morris e gli Anglin fuggirono la notte dell’11 giugno 1962. Si avvalsero di un condotto di 91 cm del blocco B che passava proprio dietro le loro celle per raggiungere l’uscita della prigione. Per accedere al condotto dovettero rimuovere una ventola di aerazione usando attrezzi improvvisati, come un cucchiaio da cucina saldato su un motore di un aspiratore rubato.

I tre fuggitivi approfittarono dell’ora di musica prevista dal programma del carcere di Alcatraz: decine di uomini suonavano contemporaneamente i loro strumenti creando una cacofonia che servì a nascondere le operazioni di scavo nel muro. Il loro lavoro fu coperto da un finto muro che, nell’oscurità della cella, trasse in inganno le guardie. Quando tutto fu pronto, realizzarono delle finte teste di cartapesta, servendosi anche di ciocche di capelli rubate in barberia, per simulare la loro presenza nei letti e ingannare così le guardie. I fuggitivi dedicarono molte ore anche alla costruzione di un gommone improvvisato composto da cinquanta impermeabili, tutti rubati. Lunedì 11 giugno diedero il via all’operazione.

Gli investigatori dell’Fbi furono poi aiutati da un prigioniero, Allen West, che faceva parte del gruppo dei fuggitivi, ma fu abbandonato dagli amici per una serie di ritardi. Dell’impresa dei tre fuggitivi non si ha prova né del fallimento né della riuscita. Nel 1979 l’Fbi concluse ufficialmente, sulla base di evidenze di circostanza e sentita l’opinione di esperti, che dovevano essere annegati nelle fredde acque della baia di San Francisco nel tentativo di raggiungere la terraferma. Morris e i fratelli Anglin appaiono però ancor oggi nella lista dei ricercati. C’è chi sostiene che i secondi si siano recati in Brasile dopo la fuga, mentre del primo non si hanno tracce.

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