Pablo Escobar, il figlio: “Vivo perché non ci sia più un uomo come lui”

In un’intervista il figlio di Pablo Escobar commenta i film dedicati alla vita del padre: “non bisogna dimenticare la scia di morte”.

Sebastian Marroquin

Pablo Emilio Escobar Gaviria (conosciuto al pubblico come Pablo Escobar) è stato uno dei criminali colombiani più ricchi al mondo: grazie al commercio di cocaina e marijuana, l’uomo ha guadagnato una certa fama anche nel mondo della televisione.

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Dopo la sua morte (avvenuta del 1993 in seguito ad una sparatoria) hanno iniziato a spopolare online film e documentari sulla vita del criminale: tra le serie più conosciute “Pablo Escobar, el Patrón del Mal” e “Narcos”, entrambe distribuite da Netflix.

Un criminale senza scrupoli, ma anche un padre di famiglia

“Mio padre era un padre affettuoso e molto presente, con me e con mia sorella, ho ricordi molto positivi di lui e quando è morto, avevo appena 16 anni. Pochi, ma non troppo pochi per non capire quello che era successo e che aveva fatto. Per questo dico che non bisogna dimenticare, ma tutti devono sapere la verità senza glorificare la sua attività criminale come sul piccolo e grande schermo”. Queste le parole di Sebastian Marroquin, figlio di Pablo Escobar, intervistato da Agi. Marroquin sa perfettamente quanto sia difficile separare i ricordi di un padre affettuoso da quelli dell’uomo che si è lasciato alle spalle una scia di sangue e dolore.

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“Noi siamo stati solo perseguitati, per l’unico motivo di essere stati la sua famiglia. Io stesso sono stato rinchiuso all’età di 7 anni, e mia sorella ne aveva 1, solo perché eravamo suoi figli”. Sebastian Marroquin e la madre sono stati a lungo accusati di riciclaggio di denaro per via del loro legame con Escobar. Una volta in Argentina, l’uomo ha cambiato nome (prima si chiamava Juan Pablo Escobar) ed è diventato un architetto. Ha anche scritto un libro in cui racconta del suo rapporto con il padre. “Perdonarlo non spetta a me. Lo farà Dio, a lui spetta il giudizio finale”.

Sebastian Marroquin