Pensioni e Quota 100: cosa cambia con il nuovo governo, le idee di Draghi

Quali sono le idee di Mario Draghi sulle pensioni e su Quota 100? Vediamo cosa cambia per i pensionati con il nuovo governo.

Il premier incaricato da Sergio Mattarella, Mario Draghi, in queste ore è impegnato nel secondo giro di consultazioni. In questi incontri l’ex presidente della Bce dovrà spiegare alle forze politiche qual è il suo programma, in modo tale da dare un’idea concreta dei progetti futuri e permettere loro di esprimere un appoggio al suo governo che sia consapevole e dettato da convinzioni politiche oltre che dalla mera necessità. Tra i punti più critici c’è la riforma delle pensioni, riguardo la quale Matteo Salvini ha dichiarato che toccare Quota 100 in periodo pandemico non sarebbe una mossa azzeccata.

Tuttavia il leader della Lega non si è detto irremovibile a riguardo, anche perché il periodo di sperimentazione finisce quest’anno e già lo scorso governo aveva intenzione di non rinnovarlo. Come la pensa Draghi a riguardo? Già in passato l’ex presidente della Bce aveva espresso un parere non proprio favorevole a Quota 100, sostenendo che bisognava innalzare la soglia del pensionamento al fine di consentire un’anzianità maggiormente agevole agli italiani. Inoltre c’è da considerare che l’Unione Europea non vede di buon occhio il pensionamento anticipato e che un passaggio a riforma strutturale costerebbe all’Italia il 6% del Pil entro il 2070.

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Pensioni e Quota 100, l’idea di Mario Draghi

Attualmente il premier incaricato non si è espresso sull’argomento pensioni, dunque è impossibile dire con certezza quale sarà la posizione del suo governo a riguardo. Già ora, però, è noto che il governo dovrà lavorare ad una riforma che sia duratura e che includa in maniera permanente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Attualmente, infatti, gli scivoli pensionistici sono legati al rinnovo di Opzione Donna e Ape Sociale, oltre che alla sperimentazione di Quota 100.

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Nei prossimi giorni Draghi parlerà anche con i rappresentanti sindacali proprio allo scopo di spiegare loro quali saranno le misure che il suo governo prenderà in tale ambito, oltre ovviamente a quelle sulla tutela del lavoro e dei lavoratori. In vista dell’incontro con il premier incaricato, il segretario della CGIL Ghiselli ha dichiarato: “La sola proroga di Quota 100 rappresenterebbe un ennesimo intervento spot che non modificherebbe la legge Fornero e non darebbe risposte alle persone che lavorano. Dopo una proroga di uno o due anni ci si ritroverebbe al punto di partenza e comunque nel frattempo per chi non raggiunge i 38 anni di contributi, o i 62 anni di età, non cambierebbe assolutamente nulla”.

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