Governo, Draghi presenta le linee guida: sorpresa sulle tasse

Il premier incaricato Mario Draghi ha incontrato i leader dei principali partiti per l’ultimo giro consultazioni, mettendo sul tavolo le linee guida che dovrebbero caratterizzare l’attività del nuovo governo.

Mario Draghi

Mario Draghi ha già tracciato le linee guida che dovrebbero caratterizzare l’attività del nuovo governo da lui guidato: vaccini, lavoro, scuola. No alla flax tax, ma sì a un fisco “progressivo”, alla riduzione delle tasse sul lavoro e all’inclusione di insegnanti e personale scolastico tra le categorie prioritarie a cui somministrare i vaccini, aumentando anche il numero di operatori sanitari incaricati allo scopo.

“Siamo molto soddisfatti delle linee guida di Draghi”, ha chiosato il segretario del Pd Nicola Zingaretti al termine delle consultazioni. E mentre il Movimento 5 Stelle fa sapere che al premier incaricato chiederà “di definire il perimetro della maggioranza”, il leader dem ha sottolineato che il Pd “è alternativo alla Lega”.

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Il “menù” del governo Draghi all’ultimo giro di consultazioni

Dopo la svolta dei giorni scorsi, il leader leghista Matteo Salvini oggi è tornato a parlare di Ue al termine dell’ultimo giro di consultazioni per il nuovo governo Draghi: “Vogliamo che l’Italia sia protagonista in Europa – ha detto -. Ci interessa che si faccia l’interesse nazionale in Ue. No a austerità, ed è condiviso. No a un patto lacrime e sacrifici”. “Non abbiamo parlato di ministri, ma ho ribadito che rispetto ai migranti dobbiamo adottare le politiche di altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia”, ha aggiunto Salvini. Il Carroccio ha inoltre posto come priorità la pace fiscale e l’istituzione di un ministero per la disabilità.

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Anche Forza Italia ha garantito il suo appoggio al nascente governo Draghi, con Silvio Berlusconi che si è espresso a favore di un governo di unità nazionale: “Confermiamo il nostro sostegno al premier incaricato” per una “maggioranza non politica” messa insieme per “rispondere a un’emergenza” e per “il tempo necessario”.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è invece rimasta sulle sue convinzioni: “Non voteremo la fiducia a Mario Draghi ma siamo a disposizione per tutto ciò che può essere utile”, ha detto. Agli antipodi Italia viva, mentre la base del Movimento 5 Stelle si esprimerà tra mercoledì e giovedì sulla piattaforma Rousseau.

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