Crisi di Governo, la polemica di Mentana: “Compiuto uno sbaglio enorme”

Sulla crisi di governo dice la sua anche Enrico Mentana. Il direttore del telegiornale de La7 scrive parole che fanno molto riflettere.

crisi di governo Mentana Drahi
Post di Enrico Mentana sulla crisi di governo

La crisi di governo si risolve con la nascita di un nuovo esecutivo. È ufficiale che toccherà a Mario Draghi esserne a capo. L’ex presidente della Banca Centrale Europea ed ex governatore della Banca d’Italia è stato convocato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, allo scopo di ottenere l’incarico di guidare il prossimo governo.

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Intanto Enrico Mentana è un fiume in piena e, sui propri profili personali social, si lascia andare ad una profonda riflessione in merito a quello che è il momento attuale dell’Italia. Momento attuale esaminato nel dettaglio in ambito politico ma che può facilmente trovare sbocchi anche in altri ambiti, dopo il dibattito aperto dal direttore del Tg de La7.

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Crisi di governo, la riflessione social di Enrico Mentana

 

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“Ma se la crisi era incomprensibile, come mai se ne esce con l’uomo più rispettato sulla scena internazionale, e con un’ipotesi di governo che spaventa solo gli ultras populisti e sovranisti (e nemmeno tutti?). Ho imparato in 40 anni di professione giornalistica che il più grande errore è quello di scambiare gli interessi di parte con quelli generali. Se una maggioranza va in crisi non è una tragedia, è la fisiologia di un sistema democratico”.

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“Se una maggioranza non è stata indicata dalle urne, si è costruita in corso d’opera per evitare le elezioni anticipate, si regge su una sola opzione possibile di guida del governo, e con numeri risicati in parlamento, è obiettivamente esposta ai rischi. I toni di questi giorni riflettono semmai un legittimo timore: che le storie di molte forze politiche stiano andando contemporaneamente in crisi, da ogni parte del parlamento. E c’entra molto la necessità – imposta dal Recovery Fund – di immaginare finalmente un’idea di futuro, smettendo di titillare le pulsioni del presente”.