Negazionisti, due volontarie della Croce Rossa rifiutano il vaccino

Due lavoratrici volontarie della Croce Rossa dicono di no al vaccino. E questo è l’ennesimo controverso caso di negazionisti tra le forze mediche.

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Infermieri negazionisti FOTO Getty Images

Il paradosso dei paradossi è vedere degli esponenti della comunità medico-sanitaria sostenere delle teorie negazioniste. Ed è proprio ciò che è accaduto a Feltre, in provincia di Belluno, dove due volontarie della Croce Rossa che opera sul territorio della località veneta hanno rifiutato di sottoporsi a vaccinazione.

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Il tutto motivando le loro tesi in merito all’inutilità del ritrovato, a loro dire, e sostenendo di potere dire di no dal momento che non vige alcuna obbligatorietà. Questo loro atteggiamento però è costato loro il posto nella CRI. Le due sono state allontanate con effetto immediato. Il presidente della Croce Rossa di Belluno ha parlato di grande senso di responsabilità dimostrato da coloro che si sottopongono al vaccino Covid e che svolgono un lavoro sulle ambulanze. O che li mette comunque in contatto con i malati.

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Negazionisti, sono incredibilmente in tanti tra medici ed infermieri

L’allontanamento nei confronti delle due negazioniste avverrà a tempo indeterminato ma a quanto pare entrambe conserveranno un ruolo con altre mansioni. Assolutamente però non verranno più messe a contatto stretto con i pazienti. Ma non è la prima volta che persone negazioniste che lavorano come infermieri, operatori sanitari o veri e propri medici escono allo scoperto.

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A La Spezia, ad inizio gennaio, un altro infermiere negazionista si era espresso sui social network con parole dure e rasenti gli insulti nei confronti di chi invece aveva manifestato fiducia verso il vaccino. “Covidiota chi ci crede, il virus è solo una montatura inventata per spaventare la gente”. Queste le sue parole, che gli sono costate un provvedimento disciplinare. A quanto pare rischia anche il licenziamento. E su questo controverso aspetto si dibatte molto anche sui social.