Istat, effetto pandemia: nel 2020 il Pil cala meno del previsto

Istat, dopo un leggero miglioramento nel terzo trimestre, nel quarto trimestre il Pil è calato del 6,6% per un totale di 8,8

Soldi – foto viagginews

L’effetto della pandemia sull’economia era inevitabile. Il Prodotto interno lordo non poteva che diminuire. Tuttavia, le previsioni erano più pessimistiche. Era atteso il 9% di calo del Pil, mentre in realtà è calato del 8,8%. Un lieve miglioramento che in termini di danaro corrispondono a miliardi. Un miglioramento dovuto anche al terzo trimestre. L’apertura degli spostamenti, le vacanze al mare, hanno permesso all’economia di girare dando un colpo di ossigeno al Pil. “La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi – si legge sul sito dell’Istat -, ovvero agricoltura, silvicoltura e pesca, industria e servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta”.

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Istat, calo del Pil nel 2020 più lieve

Per quanto riguarda l’Eurostat, il dato peggiore del quarto trimestre del 2020 è segnato dall’Austria, (-4,3%), seguita dall’Italia (-2%) e dalla Francia (-1,3%). Ci sono anche paesi che invece vedono una risalita del Pil in questo ultimo trimestre come Lituania (+1,2%) e Lettonia (+1,1%). Per quanto riguarda le previsioni del 2021, secondo l’Istat dovrebbe esserci un incremento del Pil del 4,1%. Per quanto riguarda il lavoro, si registra una perdita del 10% del 2020 mentre nel 2021 è prevista una ripresa del 3,6%. Nell’anno appena trascorso il tasso di disoccupazione è diminuito (9,4%) per poi tornare a crescere nel 2021 (11,0%). Le stime Istat di ripresa del Pil del 2021 sono inferiori rispetto a quanto si attende il governo che ha parlato spesso di una ripresa del 6% circa se non oltre.

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Il ministro dell’economia Gualtieri ha sempre guardato con positività al futuro parlando di ripresa. Gli investimento del Recovery, invece, produrranno gli effetti principali nel lungo termine anche se nel breve potrebbe vedere l’apertura di molti cantieri.

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Bonus – foto viagginews