Kristian Ghedina choc: mamma morta sciando e lui finito in coma

Il discesista italiano ha confessato un episodio doloroso del passato al Corriere dello Sport. Un terribile incidente in cui ha perso la madre.

In una lunga intervista al Corriere dello Sport, il grande discesista italiano Kristian Ghedina si è confessato e si è aperto su alcuni momenti chiave del suo passato. Come ha iniziato la sua lunga e brillante carriera nello sport, le sue paure e poi il terribile ricordo della morta della madre, deceduta proprio in un terribile incidente sciistico e il momento in cui lo stesso Ghedina ha rischiato la vita.

Kristian Ghedina, la morte della madre sugli scii

Mia mamma Adriana mi ha trasmesso il gusto della sfida. Lei era come me: estroversa, sprezzante del pericolo.”, ha ricordato teneramente Ghedina. Ha poi raccontato come ha perso la sua amata mamma e il terribile incidente che l’ha mandato in coma. “È stata la prima maestra di sci a Cortina. Andavamo spesso a fare i fuoripista sul monte Cristallo, ma quel mattino dell’aprile 1985 ebbi un presentimento. Preferii restare a casa.” – ha raccontato.

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Mamma era davanti, con papà che le diceva di andare piano. Incrociò le punte degli sci, precipitò per 600 metri. La trovarono che era ancora cosciente, mormorò: “Ma si può morire così?”. Papà si precipitò a valle per chiamare i soccorsi, ma non volevano mandare l’elicottero. Si spense a mezzanotte, sotto i ferri. Oggi quel fuoripista porta il suo nome: canalino Adriana.“. Il racconto da brividi della morte della mamma, ha preceduto quello di un terribile incidente in cui Ghedina ha rischiato la vita.

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Aldo Cazzullo, giornalista de Il Corriere dello Sport, ha invitato quindi Ghedina a parlare dell’incidente d’auto in cui è rimasto coinvolto. “Non si è mai capito come.” – ha confessato il discesista – Forse scoppiò una gomma, forse un colpo di sonno. Mi ruppi la scatola cranica, uno zigomo, i polsi, la clavicola, la scapola, altre due costole, e il naso per la seconda volta. Gli sci che portavo in macchina mi mozzarono un pezzo d’orecchio.

kristian ghedini