Energie innovabili, truffa da 143 milioni tra arresti e perquisizioni

Maxi-truffa nelle energie rinnovabili, frodi su 143 milioni di contributi statali. Undici misure cautelari

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Operazione della Guardia di Finanza nel settore delle energie rinnovabili. Scoperta una maxi truffa da 143 milioni di euro di contributi pubblici. Undici le misure cautelari che comprendono sei persone agli arresti domiciliari e cinque con obbligo di firma. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia in collaborazione con i carabinieri forestali e del Comando provinciale. Sono inoltre circa cinquanta le perquisizioni in corso in Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio. Una rete che riguarda più territori messi insieme. L’operazione è iniziata all’alba del 27 gennaio. In campo circa 200 uomini, elicotteri, cash dog della Guardia di Finanza. Secondo il pm l’organizzazione ha frodato lo Stato di circa 143 milioni di euro, come riporta il sole 24ore. Le perquisizioni in corso non riguardano solo abitazioni, ma anche terreni, fabbricati, società, veicoli, conti bancari.

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Truffa delle energie rinnovabili: l’operazione

Secondo i pm la truffa è ai danni dei cittadini per il riferimento sulle bollette ad una voce che riguarda le energie rinnovabili. Nel corso dell’operazione la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per il valore di circa 10 milioni tra veicoli, ville, terreni, quote societarie. In particolare, sono finiti sotto sequestro 69 rapporti bancari, 22 quote societarie che equivalgono circa 19 milioni di euro, 147 fra veicoli, terreni e immobili che valgono 12 milioni.

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Tra gli immobili sequestrati, ci sono un appartamento di prestigio sito al centro di Milano; una villa importante con piscina e vista sul mare a Portobello di Gallura, nel sassarese e una villa in collina a Galbiate, in provincia di Lecco. Il pezzo grosso è una centrale elettrica del valore di circa 70 milioni. Quello delle energie rinnovabili rimane un settore chiave per lo sviluppo del paese. Per questo è necessario ridurre i casi di truffe e raggiri di fondi pubblici.

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Guardia di Finanza – Foto dal web