Moriva il 25 gennaio di 5 anni fa Giulio Regeni: la sua drammatica storia

Una storia drammatica che non conosce ancora tutta la verità: cinque anni fa è scomparso il giovane ricercatore Giulio Regeni

Giulio Regeni

Non c’è ancora giustizia per Giulio Regeni, scomparso cinque anni fa il 25 gennaio. Il giovane ricercatore italiano, rapinato al Cairo, è stato torturato e poi assassinato. E così dall’Egitto non sono arrivati mai chiarimenti tra depistaggi molto usati. Nel frattempo la Procura di Roma continua ad indagare senza sosta, ma la verità di quei giorni ancora non è nota. Il corpo fu ritrovato sulla strada che porta dalla capitale ad Alessandria dopo circa sei giorni dalla sua scomparsa. L’allarme fu dato dal suo amico, Gennaro Gervasio, che subito si mise in contatto con l’ambasciata italiana al Cairo: “È scomparso un giovane ricercatore italiano”.

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Giulio Regeni, il dolore per la sua morte

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Il suo ultimo messaggio risale proprio al 25 gennaio 2015 quando lo stesso ricercatore ha inviato alle 19:41 un messaggio alla fidanzata che si trovava in Ucraina dicendole che stava uscendo. Dopo poco anche la studentessa Noura Wahby, amica di Regeni con i due che si erano conosciuti nel 2014 a Cambridge, pubblicò sul proprio profilo Facebook un messaggio per denunciare la sua scomparsa, visto che doveva incontrare delle persone in piazza Tahrir per festeggiare il compleanno di un amico. La verità non è stata mai conosciuta visto che all’epoca il generale Khaled Shalabi subito dichiarò che lo stesso ricercatore italiano era stato vittima di un semplice incidente stradale. Successivamente la polizia egiziana, invece, aveva sostenuto che l’omicidio poteva avere in origine motivi personali per una presunta relazione omosessuale oppure dovuta allo spaccio di stupefacenti. Un caso controverso senza arrivare mai alla verità assoluta.

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