Andrea Delogu, tutta la verità sul padre: grande accusatore di Vincenzo Muccioli

Walter Delogu è stato uno dei protagonisti della comunità di San Patrignano. Ripercorriamo insieme la sua vicenda e il rapporto con Muccioli. 

Walter Delogu è tornato di recente a far parlare di sé in occasione della pubblicazione de Il braccio destro (Mursia), un romanzo che racconta la vita al limite di Angelo, un suo alter ego. Delogu è stato un protagonista della malavita milanese degli anni Settanta prima, e della vita della comunità di San Patrignano poi, grazie alla quale si è disintossicato dalla tossicodipendenza, diventando l’autista di Vincenzo Muccioli. A un certo punto, però, il loro rapporto si è spezzato.

Se vuoi seguire tutte le notizie scelte dalla nostra redazione in tempo reale CLICCA QUI

Le ferite aperte del caso Delogu

“Quando ho deciso di lasciarmi alle spalle la mia insaziabile necessità di vivere l’eccesso, i miei errori, la droga, San Patrignano con tutto quello che di buono e di cattivo ha rappresentato, ho dovuto tirare fuori tutto, raccontando la storia di Angelo, dietro al quale c’è molto di chi sono stato io prima di diventare faticosamente una persona come le altre”, ha dichiarato Walter Delogu in un’intervista all’Ansa.

“Con Angelo -ha aggiunto – ho rivissuto sul confine invisibile che separa la vita dalla morte, il bene dal male, incuranti di perdere l’equilibrio e cadere. Come lui mi sono chiesto se puoi fare del bene facendo anche molto male. Ora quella parte della mia vita è sepolta per sempre, ma è comunque parte di me e mi ha reso l’uomo che sono oggi. Dedico questo mio romanzo alla mia famiglia e a mia figlia Andrea, la mia voglia di vivere”.

Leggi anche –> Andrea Delogu, chi è il padre Walter: curiosità e vita privata

Walter Delogu diventò il primo accusatore del fondatore di San Patrignano. Fu lui l’uomo che registrò alcune conversazioni compromettenti con Vincenzo Muccioli poi finite in tribunale. Allora comunità di recupero cominciò a essere raccontata assai diversamente da quanto ci si immaginava all’esterno: risultò che si consumavano punizioni pesanti, violenze, con persone incatenate nella macelleria, nel canile, nella piccionaia, in pellicceria. Una ferita ancora aperta.

Leggi anche –> San Patrignano, Letiza Moratti sul docu-film di Netflix: “Un’occasione persa

Andrea Delogu

 

Gestione cookie