Lo smart working semplificato scade il 31 marzo, pronti a tornare in ufficio

Smart working semplificato, applicabile fino al 31 marzo con l’ultima proroga. le ultime novità previste dal Decreto Milleproroghe

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Lavoro agile – foto pixabay

E’ stato scoperto per effetto della pandemia. Il suo utilizzo ha permesso sicuramente di ridurre i contagi evitando a tante persone di recarsi sul posto di lavoro. Lo smart working semplificato continua a seguire la durata dello stato di emergenza. Con l’ultima proroga è applicabile, tuttavia, fino al 31 marzo 2021. L’articolo 19 del DL numero 183, Decreto Milleproroghe, pubblicato il 31 dicembre 2020 in Gazzetta Ufficiale, conferma l’avvenuta proroga anche dello smart working. Curioso il fatto che i due termini, dello stato di emergenza e dello smart working, sembrano rincorrersi ma non cadono mai nello stesso giorno. Fino a quando ci sarà lo stato di emergenza, la modalità di lavoro sarà in vigore.

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Smart working, si prosegue fino a marzo

L’articolo 19 del DL numero 183 del 31 dicembre 2020 stabilisce che: “I termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all’allegato 1 sono prorogati fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021, e le relative disposizioni vengono attuate nei limiti delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente”. Lo smart working, oltretutto, potrebbe cambiare molte cose nella Pubblica Amministrazione. Il governo intende proseguire, in parte, con l’esperienza ed implementarla ulteriormente anche quando non sarà più emergenza. Si prevede che l’applicazione di tale modalità di lavoro possa comportare un risparmio dei costi della Pubblica Amministrazione davvero importante. La stessa, potrà snellire i locali, consumare meno energia e tagliare la spesa pubblica di una fetta importante annua.

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Il risparmio è anche in termini ambientali. In tal modo si ridurranno le emissioni nell’ambiente dovute allo spostamento per recarsi in ufficio. Un risparmio che riguarda anche il lavoratore in termini di viaggio ma anche di tempistica. Ecco perchè c’è l’intenzione di proseguire l’esperienza e renderla possibile nel maggior numero di uffici pubblici.

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