Mancini si confessa: “Cosa penso del vaccino, la Madonna mi ascolta”

Da Roberto Mancini arrivano belle parole che riguardano tematiche importanti come la religione ed il presente sconvolto dalla pandemia.

Roberto Mancini vaccino Madonna
Il ct Roberto Mancini su vaccino e Madonna Foto dal web

Ospite di Pierluigi Diaco su Rai 2, Roberto Mancini ha svelato diversi aspetti che riguardano la sua vita privata. Al programma ‘Ti Sento’, su Rai 2, il ct si è concentrato in particolar modo sull’ambito religioso. L’ex attaccante di Sampdoria e Lazio si è detto profondamente credente e devoto in particolare alla Madonna.

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“Credo nelle Sue apparizioni. La mia vita l’ho vissuta in oratorio a Jesi, dove sono nato. Questo mi ha sicuramente aiutato a crescere bene. Per un periodo della mia vita ho tralasciato la religione, poi questo importante argomento è tornato in maniera prepotente nella mia vita”. Il ‘Mancio’ svela di essersi recato più volte in visita al celebre santuario di Medjugorje. “Merito anche del cappellano della Sampdoria negli anni ’80, che andava lì quando era impossibile per chiunque altro farlo, a causa delle note vicende belliche. Io ho anche sognato la Madonna e ci ho parlato in sogno. Ho anche avuto diversi colloqui con la veggente Vicka”. Tra gli altri passaggi dell’intervista a ‘Ti Sento’ trasmessa nella seconda serata di martedì 19 gennaio, Roberto Mancini ha parlato anche di un aspetto che lo ha sempre spaventato ed al tempo stesso commosso.

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Mancini: “Il vaccino sarà fondamentale, io lo farò”

Si tratta di quando avvengono eventi terribili e luttuosi tali da fare crescere un bambino senza genitori. Una cosa che il ct dell’Italia trova profondamente ingiusta. Poi non mancano anche dei passaggi sull’attualità oltre che sui bei ricordi vissuti quando ancora calcava i campi da calcio. Riguardo alla pandemia, Mancini ha suggerito prudenza e rispetto delle regole. “Questo ed il vaccino ci ricondurranno alla normalità. Io sarò tra gli ultimi a vaccinarmi e lo farò senz’altro. Così come ho sempre fatto anche l’antinfluenzale, senza mai avere problemi”.

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Sul calcio: nel 1982 lui sarebbe dovuto andare ai Mondiali di Spagna ’82, ma l’allora ct Enzo Bearzot lo tagliò. “Forse perché ero giovanissimo”. Ai tempi l’attaccante marchigiano aveva appena 18 anni e sarebbe passato di lì a poco alla Sampdoria, dove ha poi trascorso 15 anni consecutivi vincendo anche uno scudetto nel 1990. Una esperienza che lo portò a legare molto anche con Gianluca Vialli, con il quale ora lavora nella Nazionale.