Obbligo di vaccinazione per i sanitari, l’idea divide gli esperti

L’obbligo di vaccinazione ha diviso medici e operatori sanitari. Alcuni sono contrari, mentre altri a favore. Ecco cosa dicono gli esperti.  

Non siamo nuovi alle diatribe sulla volontà di rendere obbligatoria la vaccinazione al personale sanitario. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quello dell’Alto Adige.

Lì solamente il 50% dei sanitari si è detto favorevole alla somministrazione del vaccino. Questo fatto a riaperto le discussioni, ma anche gli esperti non sembrano essere tutti dalla  stessa parte. Vediamo alcune dichiarazioni.

Obbligo di vaccinazione, anche gli esperi sono divisi: ecco cosa dicono

In base alle dichiarazioni degli esperti europei non sembra esserci un parare univoco. L’obbligo di vaccinazione è un tasto dolente in tutto il mondo, ma vediamo cosa dicono alcune delle voci più autorevoli in materia.

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In Italia, sembra esserci un parere comune tra gli esperti. Massimo Galli ha dichiarato che “Gli operatori sanitari che rifiutano il vaccino dovrebbero cambiare lavoro“. A rincarare la dose ci pensa Antonella Viola: “E’ una cosa gravissima, non si può lavorare negli ospedali ed essere contrari alle vaccinazioni”. Alcuni, come Roberto Burioni, hanno parlato anche della necessità di emanare una legge a riguardo. Il virologo ha dichiarato che “Il governo deve decidere immediatamente e magari  emanare una legge“.

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In Germania, il presidente della Baviera, Markus Soeder, è più che mai deciso a rendere obbligatorio il vaccino a tutti gli assistenti delle case di cura. Questa categoria ha il più alto tasso di “no” fra tutti i sanitari tedeschi. Jens Spahn, il Ministro della Salute, è invece in forte opposizione con Soeder. “Ho dato la mia parola al Bundestag. In questa pandemia non ci sarà alcun obbligo per il vaccino”. Queste le sue parole che mostrano un paese spaccato a metà.

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In Francia in “no vax” sono diffusissimi e il Paese è anche alle prese con un flop nel Piano Vaccini. Il mese scorso si era avanza la possibilità di permettere l’accesso a determinati luoghi solamente a coloro che avrebbero presentato un test negativo o un attestato di vaccinazione. La procedura è rimasta solamente una proposta e non sembra essersi concretizzata.  Il tema dell’obbligatorietà non sembra essere all’ordine del giorno nel Regno Unito. Il Paese è partito bene con le vaccinazioni e punta a raggiungere l’obiettivo di 15milioni di vaccinati tra over 70 e operatori sanitari entro metà febbraio. Anche qui c’è una discreta corrente “no vax” capeggiata da Piers Corbyn.