Vaccino Covid, società paga per saltare la fila: “Pronti 110mila euro”

Una società mette sul piatto una grossa fila pur di evitare i tempi di attesa per sottoporre i propri dipendenti al vaccino Covid.

Vaccino Covid
Società paga per arrivare prima al vaccino Covid FOTO Getty Images

Il vaccino Covid è disponibile da fine dicembre in tutta Europa, con il progetto di Pfizer Biontech che per primo ha ricevuto i dovuti permessi per la distribuzione di massa. I destinatari in prima fila per essere protetti dal virus sono i lavoratori del settore medico-sanitario ed i soggetti anziani, che sono i più esposti ai rischi legati alla pandemia.

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Ma c’è anche chi prova qualunque mezzo più o meno lecito a disposizione pur di arrivare ad ottenere il vaccino Covid. Si tratta di una società immobiliare che ha sede a Londra. La City è tra le località più colpite dal virus in Gran Bretagna, dove negli scorsi mesi era sorta anche una variante definita per l’appunto “britannica” del virus. La società in questione è la Hacking Trust, che avrebbe inoltrato un messaggio via e-mail al Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) proponendo il pagamento di 110mila euro pur di avere una corsia preferenziale tale da permettere ai suoi dipendenti di potere ricevere il vaccino Covid il prima possibile. Di questa vicenda ha parlato il Daily Telegraph, tra i più diffusi tabloid Oltremanica.

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Vaccino Covid, società privata offre 5mila euro per ogni dose

La Hacking Trust è una società privata che conta circa 22 dipendenti circa e che ha proposto un pagamento di 5mila euro per ogni dose di vaccino che riceverà. Soldi che verrebbero eventualmente versati a titolo di donazione agli ambulatori di riferimento. Nella mail si farebbe riferimento però alla possibilità di ottenere eventuali dosi di vaccino non utilizzate.

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Cosa che è avvenuta anche in Italia per via di alcuni appuntamenti non rispettati da parte degli aventi diritto. La compagnia, dopo che sono sorte alcune inevitabili polemiche in merito, ha poi diramato una nota ufficiale nella quale si scusa se eventuali sue intenzioni sono state male interpretate. Gli alti dirigenti dell’NHS si sono detti però sconvolti da questa richiesta e del tutto contrari.