Capitol Hill, guai seri per lo sciamano: per Jake Angeli finisce male

L’assedio dell’Epifania a Capitol Hill, guai seri per lo sciamano: per Jake Angeli finisce male, l’uomo è stato arrestato poco fa.

(Win McNamee/Getty Images)

Mercoledì 6 gennaio, il suo volto truccato e il suo abbigliamento atipico hanno fatto il giro del mondo: era infatti lui a capo delle proteste Pro Trump culminate con l’assedio a Capitol Hill. Un assedio il cui bilancio è stato tragico: cinque le vittime, quattro tra i manifestanti e un poliziotto. Tra i manifestanti uccisi, una veterana dell’aeronautica.

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Nella giornata di oggi, Jacob Anthony Chansley, che si fa chiamare Jake Angeli, l’uomo le cui foto hanno fatto il giro del mondo, è stato arrestato. Ma se il mondo intero ha conosciuto solo tre giorni fa lo “sciamano” dell’Arizona, seguace delle dottrine QAnon, questi è in realtà da tempo in prima linea in qualsiasi protesta pro Trump.

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Arrestato Jake Angeli: le accuse allo sciamano

(SAUL LOEB/AFP via Getty Images)

A quanto pare, anche le forze dell’ordine hanno identificato Jake Angeli come l’uomo visto dai media che è entrato nel Campidoglio vestito con le corna e un copricapo di pelle d’orso. Era a torso nudo, con la pittura per il viso rossa, bianca e blu, i colori della bandiera degli Usa. Aveva con sé anche una lunga lancia con una bandiera americana a stelle e strisce legata appena sotto la lama. Non sono note le accuse a suo carico.

L’accusa comunque potrebbe essere pesante, essendo l’ingresso violento e la condotta disordinata in un edificio di Stato come Capitol Hill ritenuto qualcosa di gravissimo. La sua apparizione ha portato l’hashtag Jamiroquai di tendenza sui social media dopo i confronti tra il manifestante e il gruppo pop degli anni ’90 e in particolare con loro frontman Jay Kay. Questi addirittura è stato costretto a negare che fosse lui a prendere parte ai disordini.